• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Campi Flegrei, la CO₂ svela il motore della crisi vulcanica
Prima pagina
Scienza
SCIENZE DELLA TERRA

Campi Flegrei, la CO₂ svela il motore della crisi vulcanica

Oltre 30.000 misurazioni raccolte in 27 anni mostrano una stretta correlazione tra le emissioni di anidride carbonica, il sollevamento del suolo e la sismicità

Campi Flegrei, la CO₂ svela il motore della crisi vulcanica
Misurazioni nell'area della Solfatara. © INGV

Redazione Redazione 4 ore fa

Che cosa alimenta la crisi vulcanica dei Campi Flegrei? Una risposta arriva da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science Advances, che ricostruisce l’evoluzione del sistema vulcanico attraverso quasi trent’anni di misurazioni delle emissioni di anidride carbonica (CO₂). I risultati indicano che la risalita di fluidi di origine magmatica, il conseguente riscaldamento del sottosuolo e l’aumento della pressione svolgono un ruolo centrale nell’attuale fase di attività della caldera.

 

La ricerca, condotta da un gruppo di studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’Università degli Studi di Perugia e dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, analizza le relazioni tra degassamento, deformazioni del terreno e terremoti. Il lavoro si basa su un patrimonio di dati particolarmente ampio: oltre 30.000 misurazioni del flusso di CO₂ nell’area della Solfatara e di Pisciarelli, raccolte mensilmente dal 1998 al 2025.

Campi Flegrei

Misurazioni nell’area della Solfatara. © INGV

Emissioni di CO₂ e sollevamento del terreno

Dal 2005, anno di inizio dell’attuale crisi bradisismica, le emissioni di anidride carbonica dal suolo della Solfatara sono aumentate con un andamento quasi esponenziale. A questa crescita corrisponde un andamento analogo del sollevamento del terreno, che a Pozzuoli ha raggiunto circa 1,6 metri nel dicembre 2025. Entrambi i fenomeni si accompagnano all’intensificarsi della sismicità.

 

La CO₂ è uno dei principali gas liberati dai magmi durante la loro evoluzione e risalita. Misurarne il flusso attraverso il suolo permette quindi di ottenere informazioni sui processi che avvengono in profondità, anche quando non sono direttamente osservabili. Secondo lo studio, i dati sono coerenti con un apporto continuo di fluidi magmatici che si accumulano a circa 3-4 chilometri di profondità e risalgono verso gli strati superiori. Il loro ingresso nel sistema idrotermale, costituito da rocce, acqua e vapore ad alta temperatura, ne aumenta progressivamente la pressione e la temperatura. Questo processo contribuisce alla deformazione della crosta terrestre e all’attività sismica.

SOLO IN ABBONAMENTO

LA RIVISTA DELLA NATURA, il trimestrale su carta.

Il calore nascosto sotto la caldera

Uno degli aspetti più significativi della ricerca riguarda il trasferimento di energia dal sistema dei fluidi alle rocce circostanti. Mentre la CO₂ raggiunge la superficie e viene emessa nell’atmosfera, una parte consistente del vapore acqueo presente nel sottosuolo condensa. Durante questo passaggio, il vapore libera calore, detto calore latente, che viene trasferito alle rocce e contribuisce a riscaldare il sistema idrotermale.

 

«Abbiamo stimato che l’energia termica rilasciata dai fluidi è un ordine di grandezza superiore all’energia elastica necessaria a deformare e sollevare la crosta terrestre», spiega Giovanni Chiodini, coautore dello studio. Secondo le stime dei ricercatori, è inoltre circa centomila volte maggiore dell’energia complessivamente liberata dai terremoti registrati tra il 2005 e il 2025.

Un’altra evidenza del riscaldamento è l’aumento di oltre 10 °C della temperatura media del suolo registrata alla Solfatara negli ultimi due decenni, come sottolinea Stefano Caliro, coautore della ricerca e responsabile del monitoraggio geochimico dei vulcani campani presso l’INGV.

Campi Flegrei

Correlazione temporale tra dati geochimici, geodetici e sismici. © INGV

Che cosa significa per il rischio vulcanico?

I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica attiva in un territorio densamente abitato, dove il monitoraggio dei segnali provenienti dal sottosuolo è essenziale per valutare l’evoluzione della crisi. Lo studio non consente di prevedere quando o se avverrà un’eruzione, ma offre nuovi elementi per comprendere i processi che alimentano l’attività attuale. Gli autori evidenziano che la pressurizzazione e il riscaldamento del sistema idrotermale, insieme all’accelerazione delle deformazioni e della sismicità, indicano un aumento del rischio di eruzioni freatiche — provocate dall’interazione tra acqua e calore — o magmatiche.

 

Per questo, il monitoraggio delle emissioni gassose deve essere integrato con le misurazioni delle deformazioni del terreno, i dati sismologici e l’analisi della composizione chimica delle fumarole. Nessun singolo indicatore, preso isolatamente, è sufficiente a descrivere l’evoluzione di un sistema vulcanico così complesso.

Campi Flegrei

Solfatara. © INGV

La lunga serie di misurazioni utilizzata nella ricerca dimostra il valore del monitoraggio continuativo: osservare come cambiano nel tempo i segnali geochimici, geodetici e sismici permette di ricostruire i meccanismi che agiscono in profondità e di migliorare la valutazione del rischio in una delle aree vulcaniche più densamente popolate d’Europa.

 

Lo studio scientifico “Escalating soil CO₂ degassing correlates with ground uplift and seismicity during the ongoing unrest of Campi Flegrei (2005–2025)” è stato pubblicato su Science Advances.

 

Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • vulcani

Potrebbe interessarti:

Crisi vulcanica ai Campi Flegrei: nuovi dati

Crisi vulcanica ai Campi Flegrei: nuovi dati

Il “rumore” dei Campi Flegrei svela la struttura della caldera

Il “rumore” dei Campi Flegrei svela la struttura della caldera

La crosta della caldera dei Campi Flegrei si sta indebolendo

La crosta della caldera dei Campi Flegrei si sta indebolendo

  • vai
  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}