Andare a caccia accompagnati da un gatto? Gli antichi egizi lo facevano.
Ma non si tratta di un micio qualsiasi, bensì del caracal (Caracal caracal), affascinante felino dalla storia millenaria.
Conosciuto anche con il nome di “lince del deserto” – benché non abbia nulla a che vedere con le linci – questo felino era tenuto in profonda considerazione dalle popolazioni del Nilo, tanto da avere persino un proprio geroglifico. Il caracal era, inoltre, associato alle divinità di Mafdet, protettrice contro le punture di scorpioni e serpenti e alle Pakhet, le leonesse dee della guerra.
Pitture raffiguranti caracal sono state rinvenute negli affreschi nel sito di Beni Hasa, all’interno della necropoli dell’antica città di Menat Khufu, così come sono state scoperte mummie di questo animale, ad indicare la profonda considerazione della quale godeva.
Il caracal oggi, tra caccia e vita domestica
In alcune zone dell’Iran e dell’Afghanistan il caracal è ancora oggi addestrato per la caccia agli uccelli, in virtù anche della sua conformazione fisica, agile ma allo stesso tempo potente (gli esemplari adulti arrivano a pesare anche 20 chilogrammi e ad avere un’altezza di 50 centimetri).
In Occidente, invece, il caracal è sempre più richiesto come animale esotico da compagnia. In particolare, negli Stati Uniti è in crescita la presenza di caraval, ottenuto dall’incrocio di una femmina di serval (Leptailurus serval) con un caracal maschio, e di servical, generato dall’incrocio inverso.
In Italia, è bene precisare, non è consentita la detenzione domestica di questi felidi.
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