Nome
Cesena (Turdus pilaris)
Descrizione
Tordo di grandi dimensioni, di poco inferiori alla Tordela. Parti superiori a tre colori: grigio-azzurrognolo tra fronte e retro-collo, grigio pallido su groppone e sopracoda, bruno su dorso, scapolari e coda. La gola e il petto hanno un colore di fondo arancio più o meno sfumato e striato di nero.
Fenologia
La Cesena è specie essenzialmente migratrice ma, in occasione di inverni miti, l’abbondanza di cibo può rendere le popolazioni largamente residenti o dislocarle a poca distanza dai quartieri riproduttivi. Le aree di svernamento comprendono le regioni dell’Europa occidentale e centro-meridionale, la Turchia, l’Iran e gli Stati del Golfo Persico.
Habitat
La Cesena predilige, in periodo riproduttivo, le zone marginali dei boschi di conifere, in particolare di Abete rosso e Larice, in aree fresche e umide come lungo i corsi d’acqua e al margine di praterie e pascoli umidi. Frequenta più raramente boschi di latifoglie come betulleti e ontaneti, ma anche i frutteti o i parchi e giardini di fondovalle. La presenza di sottobosco con specie baccifere è un altro fattore che favorisce l’insediamento di questa specie. In inverno frequenta marcite e prati allagati, nonché piante di cachi e frutteti.
Distribuzione
Il suo areale riproduttivo coinvolge ampi territori che, a partire da Francia sud-orientale, Paesi Bassi, Danimarca e Norvegia, giungono a est fino al fiume Amur e allo Yenisey. Il limite distributivo settentrionale passa per la Fennoscandia, mentre quello meridionale corre dalle Alpi sud-occidentali e, attraverso i Carpazi, raggiunge la Transilvania orientale. Nel contesto di una colonizzazione relativamente recente del nostro Paese, la Cesena è attualmente distribuita su tutto l’arco alpino, con densità inferiori negli estremi settori orientale e occidentale. Si ipotizza la colonizzazione, negli anni ’60, da parte di due distinte popolazioni le quali hanno occupato habitat posti in fasce altitudinali tra loro distinte e oggi la specie nidifica sia in quota, in ambienti di conifere, che nei fondovalle. La popolazione nazionale viene stimata in 5.000- 10.000 coppie.
Stato di conservazione
Le popolazioni europee numericamente più importanti mostrano tendenze demografiche positive. A livello italiano la specie viene considerata in incremento con espansione di areale, seguito da successiva stabilità o fluttuazione con recenti sintomi di decremento come, ad esempio, registrato in Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia.
di Fabio Casale, Fondazione Lombardia per l’Ambiente
Supervisione scientifica: Giuseppe Bogliani, Università degli Studi di Pavia
tratto da:
Casale F., 2015. Atlante degli Uccelli del Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Parco Lombardo della Valle del Ticino e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.
Foto: Antonello Turri
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