di Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze
Chi è il coniglio?
Noi tutti crediamo di conoscerlo soltanto perché ne vediamo le immagini ma, in realtà, sappiamo poco del suo carattere e della sua vita. Allora, ispirandoci al titolo di una collana di libri per bambini di parecchi anni fa, Conoscere per amare, ecco una sintetica ma illuminante descrizione di questo animale. Per conoscerlo e poi… per amarlo.
Il coniglio libero può vivere fino a 12 anni. È un animale intelligente, estremamente docile e timoroso, in condizioni naturali vive in gruppo, ama saltare e scavare tane per nascondersi e allevare i propri piccoli. Si nutre di erba e verdura fresca. È un amante della corsa e per questo non sopporta le gabbie. Ha un carattere diffidente, ma appena rotto il ghiaccio rivela tutto il suo lato socievole, giocherellone e curioso e molti sono le attività che possiamo fare con lui. È in grado di sviluppare una relazione molto forte con l’umano. Con lui amano giocare, avviando inseguimenti, passando la palla con le zampe anteriori o recuperando oggetti lanciati in aria.
Il coniglio ci comprende, se chiamato arriva immediatamente in corsa e quando rientriamo a casa è pronto ad accoglierci con affetto aspettando di essere accarezzato sulla testa e sulle guance. Ma, essendo ognuno di loro un individuo, come individuo ha naturalmente il suo carattere e le sue preferenze.
Il coniglio vanta un senso dell’olfatto molto sviluppato e gli odori costituiscono per lui il più importante mezzo di comunicazione. Le grandi orecchie che si possono muovere in modo indipendente consentono la rilevazione delle fonti sonore senza muovere la testa.
Il maschio è più aggressivo delle femmine che sono più tolleranti. Sono le femmine che contribuiscono maggiormente alla creazione del sistema di cunicoli dentro la tana sotterranea dove, dopo trenta giorni di gravidanza, partoriscono i cuccioli che nasceranno ciechi e glabri.
Il coniglio è al terzo posto come animale d’affezione
Nel nostro Paese sono circa un milione i conigli che vivono in famiglia. Dopo il cane e il gatto il coniglio è al terzo posto come animale d’affezione ma anche il terzo in ordine di abbandono e l’abbandono non equivale a rendere libero l’animale, che proprio come cani e gatti, essendo ormai addomesticato, non è in grado di sopravvivere alla vita fuori dalla protezione di una famiglia.
Inoltre, mentre cane e gatto hanno varie leggi a loro tutela, il coniglio non ne ha nessuna nonostante dal marzo 2016 sia stato presentato un disegno di legge per dichiarare i conigli animali d’affezione e vietarne la macellazione.
Pratiche di allevamento
Il coniglio d’allevamento ha invece una vita di sofferenza, trascorsa in gabbia di batteria in condizioni indegne.
La gabbia è la peggiore pratica d’allevamento ed è lo strumento che più di ogni altro caratterizza i sistemi intensivi di produzione. Non consumando carne proveniente da allevamenti di conigli in gabbia si contribuisce a cambiare milioni di vite.
Il 30 giugno 2021 la Commissione europea si è impegnata a eliminare gradualmente e vietare definitivamente l’uso delle gabbie negli allevamenti europei con una normativa dedicata.
Nel mondo ogni anno vengono macellati più di 1,2 miliardi di conigli
La Cina è il maggior produttore mondiale di carne di coniglio, ma in Europa, il secondo produttore di conigli è l’Italia, che nel 2023 ne ha macellati circa 14,5 milioni, e risulta uno dei maggiori produttori insieme a Spagna e Francia.
Siamo produttori ma non principali consumatori, per la percezione che abbiamo del coniglio come animale da compagnia.
In Italia sono allevate circa un milione di coniglie fattrici all’anno in circa 8.000 allevamenti.
Il Veneto detiene oltre il 40% della produzione nazionale di conigli.
Negli allevamenti intensivi gli animali si ammalerebbero con frequenza per le condizioni aberranti in cui vengono tenuti e, per evitarlo, si usa una grande quantità di antibiotici contribuendo così a sviluppare l’antibiotico resistenza che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel giro di 20-30 anni produrrà più morti per le infezioni batteriche che per il cancro.
Il coniglio non viene allevato solo per la carne, ma anche per le pellicce che addobbano i colli delle nostre giacche e, infine, viene usato per la vivisezione.
Questo animale dolce e gentile, timido e delicato, amico inafferrabile, non viene purtroppo considerato come quell’essere il quale, come dice Tom Regan, grande filosofo animalista, «È il soggetto di una vita» e che, come ogni vita, vuole vivere.
Fa’, o Dio, che io sia preda del leone,
prima che Tu faccia del coniglio la mia preda
Kahlil Gibran, poeta
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