di Mariangela Corrieri
Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze
Gallo, pollo e gallina fanno parte della Classe Uccelli e appartengono alla stessa specie, quella del Gallus gallus domesticus. Tuttavia, tra di loro esistono, in realtà, differenze.
- Il gallo è il maschio della specie che, dall’età di 10 mesi, viene utilizzato a scopo riproduttivo.
- Il pollo è un giovane uccello, indifferentemente maschio o femmina, che viene ucciso per ricavarne le carni.
- La gallina è la femmina che ha raggiunto l’anno di vita e che viene allevata per produrre uova.
Le galline sono animali domestici che da millenni vivono accanto all’uomo.
La gallina è un animale molto intelligente, sociale e sensibile. Comunica con i propri simili emettendo il classico verso del “chiocciare” ma non è certamente l’unico; per ogni situazione c’è un verso preciso.
In natura vivrebbe in gruppi di sette-otto individui sviluppando relazioni durature e organizzando attività collettive come, per esempio, la ricerca del cibo raspando il terreno che permette anche di limare le unghie, riparo tra gli alberi in particolare la notte, bagni di polvere per liberarsi dai parassiti.
Zang Huating, zoologa dell’Università di Henan in Cina, ha passato anni ad addestrare galline con l’intento di riuscire a comprendere che cosa fossero in grado di imparare. I risultati sono stati stupefacenti. Ha acquistato 5 galline al supermercato e le porta a esibirsi in diverse mostre per dimostrare che anche le galline sono animali intelligenti.
Le galline stanno tornando pian piano a fare la loro comparsa anche in aree urbane, nelle case (arrivando a occupare il quarto posto tra gli animali d’affezione dopo cane, gatto e coniglio) e non solo all’interno di giardini e orti ma anche degli appartamenti
Scegliere una gallina come pet può sembrare un’idea bizzarra, eppure se allevate da pulcino, ma anche in età adulta, possono creare un legame con la persona che si cura di loro fino a diventare un animale da compagnia proprio come un gatto o un cane.
La gallina ama molto essere coccolata, cerca il contatto e l’affetto e crea con le persone un legame profondo.
In casa si fa capire con movimenti e versi. Se ha fame, gira intorno alla persona emettendo un verso tipico; se ha deposto l’uovo fa il classico coccodè, se ha voglia di giocare, gira sempre intorno ma fa dei versi brevi più ravvicinati, col tempo si impara a capirla.
È anche possibile la convivenza con altri animali.
Si insegna al pulcino a usare come toilette una cassetta con della sabbia di fiume o lettiera per gatti. Chi la tiene in casa e non sul terrazzo o il giardino, mette in una zona i suoi giochi preferiti (soprattutto palle appese, e scalette che usano anche come posatoi) e una casetta dove andare a dormire, bere e mangiare.
Esistono galline pet che mangiano educatamente a tavola insieme al padrone, aspettando che finisca prima di salirgli su una gamba o sulla spalla. Ci sono persone che le portano fuori al guinzaglio!
Sfruttata negli allevamenti
Purtroppo la gallina è l’animale più sfruttato e massacrato al mondo. La vita media di una gallina in natura è tra i 5 e gli 11 anni, negli allevamenti breve come un soffio (giorni per i pulcini maschi che vengono uccisi appena nati nella macchina trita pulcini perché non servono per le uova, mesi per i polli da carne, poco più di un anno per le galline ovaiole).
In Italia si allevano circa 48 milioni di galline ovaiole di cui il 66% passa la breve vita (1/2 anni) in gabbia allineata con altre su più piani all’interno di enormi capannoni senza luce. Non conoscono il sole, il prato. Passano la loro intera vita rinchiuse in totale compromissione dei loro bisogni etologici. Costrette su un pavimento a rete metallica dove non possono neppure appoggiare le zampe e che provoca loro ferite e deformazioni. Non possono spiegare completamente le ali, fare bagni di sabbia, o beccare il terreno. Le galline sono soggette a forti stress, spesso si ammalano e muoiono nelle gabbie.
Alcune investigazioni hanno scoperto ambienti sporchi, mai lavati, con topi vivi che passano fra le gabbie e topi morti sul pavimento del capannone. Galline ulcerate, con la pelle arrossata e rovinata dall’ammoniaca prodotta dalle deiezioni, con perdite di piume sul corpo e sulle ali, galline morte, cadaveri in putrefazione. Presenza massiccia e invasiva di acari rossi che ricoprono ogni centimetro dell’allevamento e tormentano gli animali per nutrirsi del loro sangue. Uova e galline totalmente ricoperte.
A causa dell’elevato livello di stress, dell’ambiente povero e della forte promiscuità, che porta alla pica delle penne e al cannibalismo, i pulcini destinati agli allevamenti, entro i primi 10 giorni di vita, vengono sottoposti al debeccaggio attraverso lame roventi. Essendo il becco ricco di terminazioni nervose l’operazione comporta dolori acuti e cronici. La luce artificiale è tenuta accesa 24 ore su 24 per indurre l’animale a nutrirsi senza sosta. I loro arti si deformano e le loro unghie crescono a tal punto da attorcigliarsi alle gabbie.
Appena una gallina diminuisce la produttività, verso i 15-16 mesi di vita, viene mandata al macello per diventare carne di seconda scelta.
Da pet animale intelligente, affettuoso, amante delle carezze, diventa un povero ammasso di nervi e sangue la cui vita diventa una tortura quotidiana.
Sogno un domani migliore,
in cui i polli possano attraversare la strada
e non essere interrogati sul perché lo fanno.
(Ralph Waldo Emerson)
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





