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Giovani, maschi e di buona cultura: ecco chi mangerà gli insetti

Giovani, maschi e di buona cultura: ecco chi mangerà gli insetti

Redazione Redazione 25 Mar 2019

Sono giovani, di sesso maschile e hanno un livello di istruzione sopra alla media gli europei maggiormente predisposti a cibarsi di insetti.

L’identikit emerge da un articolo pubblicato sulla rivista Food Research International da un team del dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa, guidato dalla professoressa Gisella Paci e composto dai dottori Simone Mancini, Roberta Moruzzo e Francesco Riccioli.

 

Attirati di più gli uomini

Per arrivare a tracciare l’identikit del consumatore ideale, i ricercatori hanno messo insieme e confrontato i dati provenienti da una quarantina di studi, pubblicati dal 2012 a oggi, per capire quali categorie di persone siano più disponibili ad accettare gli insetti nel proprio piatto.

«Incrociando i dati è emerso che gli uomini fra i venti e i trenta anni sono i consumatori più interessati, soprattutto per una questione di curiosità – spiega Simone Mancini – e questo vale sia al livello italiano, sia  europeo, come indicano le ricerche svolte sulle fasce di popolazione più giovani come, per esempio, quella degli studenti universitari».

 

Meglio come ingredienti che interi

Lo studio mostra anche un altro dato interessante: le persone preferiscono consumare gli insetti come ingredienti, piuttosto che interi. Il disgusto provocato dal vederli gioca, infatti, un ruolo fondamentale, soprattutto perché nella cultura occidentale gli insetti sono spesso associati all’idea di sporco e di contaminazione. Se, invece, gli insetti edibili sono trasformati in “polvere” e addizionati come ingrediente a un prodotto noto, la repulsione scende notevolmente.

«Gli insetti fanno parte della dieta tradizionale e sono storicamente consumati come animali di allevamento e di cattura in Asia, Africa, Sud America e Centro America – sottolinea Gisella Paci –; la sfida è di capire come anche in Occidente si possa accettare culturalmente questo nuovo cibo».

 

Gli insetti sono il cibo del futuro

Secondo alcuni, infatti, gli insetti saranno il cibo del futuro.

A favore del consumo degli insetti giocherebbero molti fattori: numerosi studi scientifici evidenziano il loro alto valore nutrizionale come fonte proteica, di lipidi, di minerali e vitamine; caratteristica che, unita alle ridotte richieste di superficie per l’allevamento, ha spinto le agenzie spaziali a studiarli come possibile cibo nelle missioni spaziali.

Anche dal punto di vista dell’impatto ambientale, consumare insetti è una scelta vincente e, non a caso, le Nazioni Unite li hanno individuati come una possibile risposta al crescente bisogno di proteine, dovuto all’incremento della popolazione umana, stimata in 9,7 miliardi nel 2050.

«L’interesse verso gli insetti ci riguarda direttamente dato, che nei prossimi anni, specie dopo la direttiva europea sul novel food in vigore dal gennaio del 2018, troveremo sicuramente questi prodotti negli scaffali dei supermercati, come già accade nel Nord Europa, Belgio e Olanda in primis, e fuori l’Unione europea, nella vicina Svizzera – conclude Gisella Paci –. In questa ottica sarà, quindi, necessario pensare ai processi di allevamento e di trasformazione in termini di investimento e di nuove strategie gestionali, il tutto unito a un imprescindibile impegno informativo e comunicativo».

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riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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