• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Chi soffia sul fuoco contro le politiche ambientali?
Prima pagina
Cultura
Libero pensiero
LOBBY ANTI-NATURA / SECONDA PARTE

Chi soffia sul fuoco contro le politiche ambientali?

Si accusa la Commissione europea di finanziare in modo occulto le organizzazioni ambientaliste

Chi soffia sul fuoco contro le politiche ambientali?
Il lago di Dévero. © Alessandra1barbieri via pixabay.com

Armando Gariboldi Armando Gariboldi 29 Gen 2025

Abbiamo visto nella prima parte dell’articolo che è in atto una vera e propria campagna anti-natura, con possibili ricadute su quanto di buono sin qui fatto per l’ambiente in Europa e anche in Italia.

a questo punto è lecito chiedersi: chi e perché sta soffiando sul fuoco e strumentalizzando la vicenda?

La risposta è semplice: sono gli stessi soggetti che hanno osteggiato la Nature Restoration Law, le Strategia sulle Foreste, la riduzione dei pesticidi, le politiche contro gli allevamenti intensivi, le riforme per chiedere una Pac più amica della natura, che vorrebbero la caccia aperta a tutte le specie e tutto l’anno, eccetera.

Questo è il punto vero della storia. Il discorso non riguarda un improvviso (ed evidentemente infondato) bisogno di trasparenza, da parte di gruppi detentori di uno spaventoso potere (economico, lobbistico, politico, di relazioni), ma la paura che le politiche ambientali proseguano e gli interessi collettivi danneggino quelli privati. Che sono sempre più spudoratamente evidenti e assurdamente miopi: il mondo vada pure in malora, ma i nostri interessi non si toccano!

In che momento avviene l’attacco

Tempistica: di grande importanza è poi il momento dell’attacco. Perché esso, così ben coordinato, arriva in questo momento?

Beh!, per una ragione precisa: nei giorni scorsi, al Parlamento Europeo, era in programma la prima discussione sul futuro dei fondi Life, che la coalizione anti-ambientale ha deciso di “uccidere”.

Ecco il motivo della tempistica dell’iniziativa. Il ragionamento è stato probabilmente il seguente:

i fondi dei progetti Life sono vitali per le organizzazioni ambientaliste e per attuare sul territorio azioni concrete;

le organizzazioni ambientaliste sono vitali per le politiche ambientali europee (l’approvazione della Nature Restoration Law lo dimostra) e spesso le azioni sul terreno interagiscono con alcuni interessi palesi, soprattutto quelli legati all’agricoltura intensiva;

dunque, cancellare lo strumento Life significa cancellare o depotenziare le organizzazioni ambientaliste e di conseguenza la gran parte delle politiche ambientali ed anche molte azioni sul terreno, nonché quelle di sensibilizzazione ed informazione delle persone.

Un obiettivo politico

Dietro a ciò vi è poi anche un altro obiettivo, più prettamente politico ma legato a doppio filo a tutto ciò: allontanare la Commissione von der Leyen ancor di più dalle posizioni ecologiste della passata legislatura.

È in tal senso che va letto l’attacco specifico a Frans Timmermans, olandese (come il Telegraaph), il padre del Green Deal e dunque il nemico numero uno, ma vanno lette anche le dichiarazioni di Dirk Gotink, eurodeputato del PPE, olandese anch’egli, che ha dichiarato quanto segue: «Non muovo alcuna accusa verso il movimento ambientalista, che è ovviamente libero di fare le sue pressioni. Sto invece puntando le mie frecce sulla Commissione europea, la cui azione sembra un’interazione orchestrata tra la coalizione verde guidata da Timmermans e una maggioranza di sinistra nel Parlamento europeo».

SOLO IN ABBONAMENTO

LA RIVISTA DELLA NATURA, il trimestrale su carta. Richiedi il nuovo numero.

 

Tutta questa vicenda farebbe quasi sorridere se non facesse preoccupare, trattandosi di una nuova puntata dell’offensiva che molti attori economici e politici hanno da qualche tempo in messo in campo contro la conversione ecologica delle nostre società.

La Restoration Law ha fatto da apripista e mostrato cosa potrà accadere, tra allarmi, accuse, fantasmi, fake news. «I siti della rete Natura 2000 sono terra di spaccio e prostituzione» (Pietro Fiocchi); «Gli alberi della Restoration Law cacceranno Babbo Natale da Rovaniemi» (Partito Popolare Europeo); “Gli ambientalisti odiano l’uomo e amano le paludi» (Ecr).

E poi tutte le storie sulla decrescita (più o meno felice) che ci porterebbe alla povertà, sulla necessità di tornare al nucleare perché altrimenti le bollette della luce saliranno alle stelle (Pichetto Fratin), su parchi e aree protette che frenano lo sviluppo e così via.

È solo l’inizio, il preludio di una battaglia che è culturale, ma anche di valori. Ed è sempre la solita vecchia storia: il bene comune contro l’interesse di pochi.

La cosa può fare paura ma deve anche entusiasmarci, motivare ulteriormente l’azione di chi sa di essere nel giusto, nella consapevolezza di quanto il cammino della transizione ecologica sarà difficile, di quante cose andranno cambiate e quanto tempo ci vorrà, soprattutto per aumentare la coscienza individuale.

Ma anche del senso di giustizia ecologica e direi di bellezza che pervade queste scelte e l’impegno che ne deriva.

Ne vale la pena e soprattutto, come si diceva una volta: se non ora, quando?

 

Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • ambiente

Potrebbe interessarti:

È partita la macchina del fango contro le politiche ambientali dell'Unione Europea

È partita la macchina del fango contro le politiche ambientali dell'Unione Europea

Green Economy: la nuova frontiera delle politiche industriali

Green Economy: la nuova frontiera delle politiche industriali

Nuova direttiva europea contro i crimini ambientali

Nuova direttiva europea contro i crimini ambientali

  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}