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Scienza
L'Uomo di Neanderthal al Circeo

Come è cambiato il livello del mare nel Mediterraneo

Come è cambiato il livello del mare nel Mediterraneo
© INGV

Redazione Redazione 20 Lug 2020

Lo studio delle oscillazioni del livello del mare nel periodo Tirreniano e la presenza dell’Uomo di Neanderthal nelle grotte del Circeo e Gaeta forniscono importanti indicazioni per le valutazioni dell’aumento del livello del mare provocato dal riscaldamento globale.

 

«La ricerca – spiega Fabrizio Marra dell’INGV e coautore dello studio – affronta due aspetti apparentemente molto diversi: le oscillazioni del livello del mare nel periodo Tirreniano e la frequentazione da parte dell’Uomo di Neanderthal delle grotte che si aprono sulla costa tra il promontorio del Circeo e Gaeta».

Il Tirreniano è il periodo interglaciale tra le ultime due glaciazioni avvenute rispettivamente 160mila e 20mila anni fa. In questo periodo, dopo che il mare era sceso fino a 120 metri al di sotto del livello attuale a causa del congelamento di grandi masse d’acqua ai poli, si è verificata una sua veloce risalita. Attorno a 125mila anni fa il livello del mare raggiunse e superò di circa sei metri quello attuale.

A causa di ciò, durante queste fasi interglaciali, le grotte si aprivano su delle piccole spiagge che favorivano la frequentazione da parte dei Neanderthals. Queste grotte fornivano loro la possibilità di reperire le conchiglie di cui si nutrivano, utilizzando poi i gusci per costruire piccoli strumenti.

«In queste grotte – prosegue Marra – furono rinvenute numerose testimonianze di frequentazione umana del Paleolitico. Tra queste, un cranio di Neanderthal quasi completo rinvenuto a Grotta Guattari è la più importante, insieme a una grande quantità di strumenti in selce. Inoltre è emersa la peculiare presenza di strumenti realizzati dall’uomo di Neanderthal utilizzando le valve di una conchiglia, la Callista chione che, nota come “fasolaro”, è ancora oggi tipica delle spiagge del litorale laziale».

 

La scoperta di inaspettate variazioni del Mediterraneo nel periodo Tirreniano costituisce un utile elemento per le valutazioni della crescita del livello del mare verificata a seguito della fusione dei ghiacci causata dal riscaldamento globale.

«I risultati raggiunti con questo studio sono importanti anche per l’epoca attuale. Ciò perché nelle valutazioni della crescita del livello del mare prevista a seguito della fusione dei ghiacci provocata dal riscaldamento globale, si dovrà necessariamente tenere conto di questo comportamento inaspettato del Mediterraneo nelle epoche passate» conclude il ricercatore.

a) Ricostruzione delle linee costiere (SL) e relative terrazze (T) nell promontorio del Circeo. b) Indicatori del livello del mare. c) Mappa digitale dell’elevazione (DEM) della costa laziale meridionale che mostra una serie di tre terrazze marine. d) Correlazione tra i diversi marcatori del livello del mare, che vanno da 10 a 8 m s.l.m., rappresentati dal deposito terrazzato del complesso di Minturno a Quadrato, e dalla spiaggia di riempimento sedimentario della Grotta Guattari e della Grotta dei Moscerini. © F. Marra/INGV

Lo studio

“Anomalous Last Interglacial Tyrrhenian sea levels and Neanderthal settling at Guattari and Moscerini caves (central Italy)” è stato condotto da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con il Dipartimento di Storia dell’Università Tor Vergata e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di FR, LT e RI, appena pubblicato su Scientific Reports.

 

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