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Ambiente
AUMENTO DEL LIVELLO DEL MARE

Come sarà la Laguna Veneta nell’anno 2100

Come sarà la Laguna Veneta nell’anno 2100

Laura Floris Laura Floris 14 Mar 2020

Il livello medio del mare nella Laguna Veneta tra 80 anni aumenterà di 82 centimetri. A stimarlo sono i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e della Radbould Universiteit dei Paesi Bassi.

La proiezione emerge da uno studio sul livello globale del mare, che è in progressivo aumento a partire dalla seconda rivoluzione industriale a causa dei cambiamenti climatici indotti dal sensibile aumento delle emissioni di anidride carbonica.

L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) indica un range di aumento massimo del livello marino tra i 52 e i 98 centimetri nel 2100 e per la Laguna Veneta le stime sono tra le peggiori.

L’analisi, pubblicata nel 2019 sulla rivista Water e recentemente anche su Le Scienze, ha evidenziato, infatti, come l’impatto sulla Laguna Veneta, oltre che del cambiamento climatico, debba tenere conto anche dei fenomeni di subsidenza, ovvero i movimenti verso il basso della crosta terrestre presenti in quell’area che, come spiega Marco Anzidei co-autore dell’articolo, sono legati a cause naturali e antropiche.

Proiezione sulla Laguna Veneta nell’anno 2100

Le analisi si sono avvalse di una serie di dati presenti negli archivi italiani dell’ISPRA e in quelli globali del Permanent Service for Mean Sea Level (PSMSL), raccolti attraverso un gruppo di stazioni mareografiche situate nel nord dell’Adriatico e nel nord del Tirreno, gestite dal National Oceanography Centre di Liverpool.

Si stima che nel 2100, alla stazione di Venezia Punta della Salute si verificherà aumento medio di 82 cm, con un range d’incertezza di 25 centimetri, il che potrebbe voler dire 57 cm, ma anche 108 cm.

Ma soprattutto, in caso di “acqua granda”, un innalzamento fino a quasi tre metri.

 

Pianure costiere a rischio di inondazione

Porto di Lido-San Nicolò e la laguna di Venezia. Foto di Didier Descouens – Opera propria, CC BY-SA 4.0

SAVEMEDCOASTS e SAVEMEDCOASTS-2, due progetti europei che si occupano dello studio degli impatti lungo le coste del Mediterraneo maggiormente a rischio di inondazione, hanno individuato 136 pianure costiere in situazione critica perché poste a una quota entro 2 metri sopra il livello medio del mare attuale, per un’area totale corrispondete a 5,5 milioni di campi da calcio.

«Le proiezioni di aumento di livello marino, insieme a indicatori specifici, permettono anche di valutare i potenziali impatti socioeconomici per una data area e sono, quindi, utili per favorire la mitigazione dei rischi naturali, la sicurezza della vita umana e la gestione consapevole della fascia costiera» spiega Anzidei, che è anche il coordinatore dei progetti SAVEMEDCOASTS.

«Questo risulta particolarmente importante per la città di Venezia, che il 12 novembre del 2019 ha conosciuto la seconda marea più alta mai registrata (di 188 centimetri) dopo quella disastrosa del 1966. (…) Tuttavia si deve considerare che il livello marino ha sempre oscillato per cause naturali e continuerà a farlo anche in futuro. Studiarne le cause e gli effetti attesi nei prossimi anni diventa, quindi, di fondamentale importanza per un approccio consapevole nella gestione del fenomeno».

 

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