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Scienza
LA SPIEGAZIONE DELL'INFETTIVOLOGO

Come si trasmette il coronavirus?

Come si trasmette il coronavirus?
© TimVickers/CC0

DocPG DocPG 19 Mag 2020

Giorni fa, pensando alla trasmissione del coronavirus, mi è tornata in mente una scena del film di animazione “Toy story”, visto e rivisto quando i miei figli erano bambini: il protagonista Woody, dopo aver visto una evoluzione del suo antagonista Buzz Lightyear, che si vanta di saper volare, afferma: “Quello non è volare, è cadere con stile!” Bene, il SARS-CoV-2* è come Buzz Lightyear: non sa volare, al più cade con stile, al massimo 1-2 metri dopo il decollo.

Emettiamo nuvole di goccioline

Partiamo dall’inizio: il nostro coronavirus, come tutti i patogeni delle vie respiratorie, si trasmette tramite materiali che escono dalla bocca e dal naso. Quando respiriamo, parliamo, starnutiamo o tossiamo, emettiamo nuvole di goccioline, o “droplets” come dicono gli scienziati TV, che non sono tutte dello stesso formato. Ci sono le più grosse, del diametro di 100 μ (un decimo di millimetro), e via via tante altre di diametri variabili fino ai 5 μ (μ = millesimi di millimetro).

L’acqua delle goccioline più piccole evapora durante la caduta, lasciando un nucleo più piccolo di 5 μ, costituito prevalentemente di proteine, che è capace di rimanere fluttuante nell’aria e galleggiare anche per ore, finché non sbatte casualmente su qualche superficie. Tutte le altre goccioline, dai 5 μ in su, non possono fare altro che cadere poco dopo l’emissione e a breve distanza, entro 1-2 metri.

Il video di uno starnuto. © New England Journal of Medicine

Le particelle volanti e gli ambienti chiusi

Le malattie a diffusione respiratoria non sono tutte uguali: ce ne sono solo tre, che sono la tubercolosi, il morbillo e la varicella, che usano come mezzo di trasporto i nuclei delle goccioline, cioè le particelle “volanti”. Questa è la vera trasmissione per via aerea, con i patogeni che galleggiano nell’aria per ore e possono contagiare altre persone, anche a distanza, ma sempre in ambiente chiuso. Il contagio all’aperto, per motivi di diluizione dei nuclei è estremamente improbabile.

La caduta del virus e le distanze

Il SARS-CoV-2 e tutte le altre infezioni a partenza respiratoria vengono trasmesse mediante le goccioline di diametro maggiore di 5 μ. Queste possono contagiare soltanto a breve distanza, entro i due metri, se colpiscono direttamente le mucose (occhio, naso, bocca), oppure depositandosi sulle superfici. In questo caso sono le mani che, contaminandosi su oggetti inanimati come maniglie, pulsanti, tastiere di computer, cellulari, portano l’infezione nel momento in cui ci si tocca il volto e le sue mucose.

© ASHRAE Houston/Alamo/Austin

Questo dovrebbe rassicurare i nostri lettori: il virus non resta sospeso nell’aria, ma cade a breve distanza dal soggetto infetto. Per prevenire il contagio basta mantenere le distanze per non essere direttamente colpiti dalle goccioline emesse con un colpo di tosse o con uno starnuto e – soprattutto – curare con grande attenzione l’igiene delle mani, imparando a non toccarsi il volto se non sono lavate o igienizzate.

Il contagio per via aerea di SARS-CoV-2

È eccezionale e avviene in ospedale: sono certi tipi di ossigenazione ad alto flusso e manovre invasive come la broncoscopia e l’intubazione che generano aerosol infettanti per via aerea mediante nuclei di goccioline. Sono quindi gli operatori sanitari che devono difendersi da questo tipo di trasmissione, vedremo come.

Attenzione ai falsi allarmi

In questo momento tutta l’informazione riporta con grande evidenza notizie inquietanti e dimostrazioni di laboratorio su quanto tempo il virus sopravvive nell’ambiente e a che distanza dal paziente può giungere il virus, sull’emissione con le feci e sulla possibilità di aerosolizzarlo nell’ambiente tirando lo sciacquone, sul fatto che possa volare per le strade trasportato dal PM5 e attaccarsi alle suole delle scarpe per penetrare furtivo nelle nostre case… A tutto questo la risposta è molto semplice: trovare qualche particella virale in queste situazioni è utile per una pubblicazione scientifica, ma il virus non si trasmette così.

Teniamo presente cosa dicono OMS, CDC, ECDC

L’Organizzazione mondiale della sanità, i CDC americani e l’ECDC (equivalente europeo dei CDC) concordemente affermano che COVID-19 si trasmette per droplets, quindi contatto diretto fra gocciolina e mucose, oppure mediato dalle mani.

Se ci pensate non è poco…

 

Nella prossima pillola parleremo dei dispositivi di protezione individuale.

*SARS-CoV-2 è la denominazione del virus, COVID-19 è la malattia (COronaVIrus Disease 2019)

 

e-mail: DocPG1956@gmail.com

Twitter: @DPg1956

 

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