La siccità sta facendo strage dei conigli selvatici nani dell’Isola Mal di Ventre (detta anche Malu Entu), in Sardegna. I volontari dell’Oipa si mettono a disposizione per soccorrerli con acqua e cibo, ma hanno bisogno di aiuto e autorizzazioni delle istituzioni.
Allertati dai turisti, un gruppo di volontari dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) ha svolto un sopralluogo su questa piccola isola selvaggia dell’Area marina protetta Penisola del Sinis, riportando un tragico scenario, come racconta Roberto Fadda, delegato dell’associazione a Oristano: «Appena sbarcati, abbiamo avvistato già sulla costa diverse tane di conigli: a un occhio allenato non sfugge che sono tane utilizzate di recente e un po’ ci rincuoriamo sperando di avvistarne qualcuno e verificarne lo stato di salute. Dopo esserci spostati di qualche metro nell’entroterra, ci troviamo davanti a decine di corpi senza vita di conigli e centinaia di ossa sparse in un’area dov’è evidente il passaggio e lo stazionamento dei conigli. A quel punto abbiamo individuato diverse tane dove i conigli hanno cercato riparo. Qui la vegetazione è bassissima e abbiamo individuato due zone in cui sono presenti diversi esemplari. In quel punto abbiamo lasciato acqua e cibo, consapevoli che non sarà quello che li salverà date le elevate temperature (45-47 °C). In un successivo passaggio abbiamo visto che i piccoli avevano mangiato e bevuto».
Servono autorizzazioni speciali per intervenire nell’Area protetta
L’Oipa fa appello alle autorità affinché possano tutelare la sopravvivenza dei conigli nani dell’isoletta, che rientra in un’area protetta. Da parte sua, l’associazione mette a disposizione i volontari per posizionare abbeveratoi e rastrelliere con il cibo. «Ci occorrono autorizzazioni speciali, anche per il raggiungimento più agevole dell’isola» spiega Roberto Fadda. «Possiamo fermare la moria dei conigli nani di questa piccola isola di un chilometro per due, patrimonio di biodiversità. Ma abbiamo bisogno di avere il supporto delle istituzioni».
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