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Ambiente
CORRIDOI ECOLOGICI PER LA PACE

Contro i conflitti e per la sostenibilità

Una nuova strategia di conservazione che promuove la cooperazione tra Paesi confinanti e la connettività degli ecosistemi e della fauna selvatica

Contro i conflitti e per la sostenibilità
© Laurent Schmidt via pixabay.com

Redazione Redazione 22 Gen 2025

«In un mondo sempre più segnato dagli impatti umani e dalle guerre, c’è un urgente bisogno di aree protette e zone libere da conflitti: serve una rivalutazione delle strategie di conservazione e cooperazione» premette Roberto Cazzolla Gatti, professore al Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna.

La natura non conosce confini: ciò che gli esseri umani dividono, tutti gli altri esseri viventi uniscono: a partire da questa idea, semplice ma per niente banale, il professor Cazzolla Gatti ha ideato i Corridoi Ecologici per la Pace, una nuova strategia di conservazione che potrebbe rivelarsi essenziale per preservare la biodiversità e promuovere la pace.

 

I Corridoi Ecologici per la Pace offrono un’opportunità unica per affrontare sia la risoluzione dei conflitti, sia la tutela ambientale in varie zone di confine. Potrebbero essere realizzati, per esempio, nelle aree tra Ucraina, Russia, Bielorussia e Polonia, tra Palestina e Israele, tra Cina, India e Pakistan, tra Stati Uniti e Messico, tra Ruanda, Tanzania, Uganda e Congo.

«Questi corridoi si fondano sul legame imprescindibile tra ambiente, specie selvatiche e salute umana, dimostrando come la protezione della natura possa promuovere sia la biodiversità che la coesistenza pacifica tra popolazioni umane e tra queste e la vita selvatica» aggiunge Cazzolla Gatti.

Roberto Cazzolla Gatti

Il professor Roberto Cazzolla Gatti © UNIBO

Gli esempi della Corea e del Sudafrica

Pur non trattandosi di una rete di aree protette interconnesse dai Corridoi Ecologici per la Pace, un esempio, in parte involontario, è quello della DMZ, la zona demilitarizzata tra Corea del Nord e Corea del Sud che, oltre a essere un’area cuscinetto tra le due nazioni, con il tempo è diventata anche un hotspot di biodiversità. C’è poi il caso del Parco transfrontaliero del Grande Limpopo, tra Mozambico, Sudafrica e Zimbabwe, che ha ottenuto importanti risultati per la cooperazione tra questi Paesi africani e per la conservazione di elefanti, rinoceronti e grandi predatori.

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I muri che dividono

Un esempio in negativo, invece, è quello del muro di confine tra Stati Uniti e Messico, che ha ostacolato il movimento di specie come giaguari e ocelot, riducendo la diversità genetica e minacciando la vitalità di queste popolazioni animali.

Il progetto dei Corridoi Ecologici per la Pace è stato presentato ufficialmente con il paper “Ecological Peace Corridors: A new conservation strategy to protect human and biological diversity”, pubblicato sulla rivista Biological Conservation.

 

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