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stai leggendo Cuculo, l’opportunista per definizione
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Natura
Animali, piante e habitat
Impariamo a riconoscere gli uccelli

Cuculo, l’opportunista per definizione

Cuculo, l’opportunista per definizione
foto di Giuseppe Turri

Fondazione Lombardia per l'Ambiente Fondazione Lombardia per l'Ambiente 27 Mar 2020

Nome

Cuculo (Cuculus canorus)

Descrizione

Il Cuculo è l’opportunista per definizione: depone nel nido di altre specie un uovo del tutto simile a quelli presenti, lasciando che siano gli altri uccelli, ignari di tutto, ad assumersi il ruolo di genitore.

Di media taglia, dalla coda lunga e arrotondata, il maschio adulto ha le parti superiori, il petto e il capo grigio cenere. L’addome è bianco barrato di nero e sfuma con una barratura meno fitta verso ventre e sottocoda. La femmina nella varietà più comune è simile al maschio. Esiste anche una varietà più rara di femmine con colorazione fulva marrone su buona parte delle parti superiori. In volo la silhouette del Cuculo assomiglia molto a quella dello Sparviere (anche nella colorazione), con le ali però appuntite. Il richiamo del maschio è inconfondibile, con una lunga serie di cuu-cuu.

Fenologia

In Italia la specie è estivante, nidificante, migratrice regolare, presente da fine marzo a ottobre. Migratore a lungo raggio; sverna in Africa a sud del Sahara ma l’areale di svernamento è tutt’ora poco conosciuto.

Habitat

Specie praticamente ubiquitaria, frequenta sia zone umide d’acqua dolce o salmastra, sia ambienti asciutti, boscati, alberati o cespugliati di varia natura e composizione, naturali o coltivati, purché ricchi di specie da parassitare e di posatoi dominanti. Il Cuculo è infatti specie parassitaria a danno di Passeriformi (soprattutto Motacillidi, Turdidi, Silvidi, Muscicapidi) e occasionalmente di Piciformi (Torcicollo).

Presenta densità elevate in zone umide con vasti canneti, ove specie del genere Acrocephalus (sue specie ospiti preferite) raggiungono alte concentrazioni. Generalmente evita ambienti rurali a monocolture intensive, formazioni boschive molto chiuse e aree troppo urbanizzate, anche se localmente frequenta parchi e giardini urbani. Più diffusa fino a 1.400-1.500 m, con densità inferiori a quote più elevate.

I generi più parassitati in Italia sono: Acrocephalus nelle zone umide; Sylvia ed Erithacus in ambienti boscosi; Saxicola e Anthus in ambienti aperti; Prunella e Anthus sulle Alpi; Phoenicurus in luoghi antropizzati. In Italia sono note 44 specie parassitate.

Distribuzione

Il suo areale è molto vasto e comprende l’Europa e gran parte dell’Asia.
In Italia è migratore nidificante in tutto il Paese, comprese alcune piccole isole, con densità generalmente poco elevate; più localizzata nelle zone intensamente coltivate della Pianura Padana, con ampi vuoti di areale in Sicilia e Puglia. L’areale storico di nidificazione era presumibilmente più esteso per maggiore disponibilità di habitat idonei. Trend tendenzialmente stabile, con decrementi e fluttuazioni locali, soprattutto in relazione all’evoluzione delle specie maggiormente parassitate. La popolazione italiana viene stimata in 50.000–100.000 coppie.

Stato di conservazione

Il suo stato di conservazione viene valutato favorevole a livello europeo. La popolazione nidificante in Europa è risultata stabile nel periodo 1970-1990; nel decennio 1990-2000, sebbene si sia registrato un declino nelle popolazioni nidificanti in alcuni Paesi dell’Europa occidentale (soprattutto in Francia, con un calo del 28%), la maggior parte delle popolazioni orientali (soprattutto le popolazioni chiave russa e rumena) è rimasta stabile, e la specie ha quindi subito complessivamente solo un leggero declino. I principali fattori negativi per la specie sono rappresentati dalla distruzione e trasformazione degli habitat di riproduzione delle specie parassitate e di alimentazione, uso di pesticidi, problemi nelle aree di svernamento africane, uccisioni illegali in primavera.

 

di Fabio Casale, Fondazione Lombardia per l’Ambiente

Supervisione scientifica: Giuseppe Bogliani, Università degli Studi di Pavia

tratto da:

Casale F., 2015. Atlante degli Uccelli del Parco Lombardo della Valle del Ticino.

Parco Lombardo della Valle del Ticino e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

Foto: Antonello Turri

 

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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