Da quasi dieci anni il satellite europeo Gaia dell’European Space Agency (ESA) sta mappando con una precisione senza precedenti l’Universo, consentendo agli scienziati di fare passi da gigante nella comprensione dell’ambiente galattico.
Il veicolo spaziale, che si avvale di importanti contributi italiani di Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha inviato a terra preziose informazioni su mezzo milione di nuove e deboli stelle concentrate nell’ammasso globulare Omega Centauri, di oltre 380 possibili lenti gravitazionali cosmiche e delle posizioni di oltre 150 mila asteroidi all’interno del Sistema Solare.

L’osservatorio spaziale Gaia. © ESA
Oggi, a poco più di un anno dalla pubblicazione del suo ultimo catalogo, che contiene le posizioni e le caratteristiche di quasi due miliardi di stelle, il satellite dell’Agenzia Spaziale Europea è pronto ad aprire una nuova finestra sulla nostra galassia, la Via Lattea.
Gaia, infatti, è riuscita a determinare le posizioni, i movimenti sul piano del cielo e le parallassi di oltre mezzo milione di astri contenuti nel più grande ammasso globulare che può essere visto dalla Terra: Omega Centauri.
Questi ammassi sono tra i più antichi dell’Universo e possono fornire preziose informazioni sull’origine della nostra galassia.
«Questi nuovi dati ci permetteranno di fare per la prima volta una mappa completa ad alta risoluzione di Omega Centauri dal centro fino alle regioni più esterne, fornendoci informazioni importantissime sulla natura di questo ammasso» dice Antonella Vallenari, una dei due responsabili europei del consorzio che processa e analizza i dati di Gaia e astronoma all’INAF di Padova. «Omega Centauri potrebbe essere la regione centrale di una galassia ingoiata dalla Via Lattea. Con queste osservazioni abbiamo superato le aspettative per Gaia, utilizzando per scopi scientifici una modalità speciale pensata per verificare il funzionamento degli strumenti a bordo del satellite. Questo rende questi dati ancora più entusiasmanti».
ASI supporta le attività di sfruttamento scientifico dei dati anche tramite SSDC (ASI Space Science Data Center), che partecipa alle attività del Consorzio e mette a disposizione della comunità scientifica italiana e internazionale i dati della missione attraverso il portale dedicato GaiaPortal@SSDC.
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