È in distribuzione il numero di dicembre de La Rivista della Natura, il trimestrale dedicato non solo alla bellezza che la Natura ci regala, ma anche al delicato rapporto tra l’uomo e l’ambiente. E proprio a questo proposito, mentre stavamo per andare in stampa è arrivata in redazione una notizia sulla quale abbiamo voluto soffermarci, quella che il lupo non beneficerà più del massimo livello di protezione di cui ha goduto per 53 anni. A deciderlo è stato il Comitato permanente della Convenzione di Berna, per la quale il lupo passa da specie rigorosamente protetta a specie protetta. Un allentamento delle maglie che secondo gli esperti renderà più facili gli abbattimenti. La notizia ha sollevato molta indignazione in chi ritiene che questo sia un passo pericoloso verso l’impoverimento della biodiversità europea, una decisione figlia più della politica che dell’analisi dei dati scientifici attualmente disponibili sullo stato di conservazione del lupo in Europa.
Quarant’anni fa, la sorprendente ricolonizzazione degli Appennini, prima, e delle Alpi, poi, da parte del lupo italico, che negli anni ’70 del Novecento era sull’orlo dell’estinzione a causa della persecuzione perpetrata per secoli dall’uomo, fu considerata uno straordinario esempio di come la Natura è in grado di risollevarsi se l’uomo le tende la mano in segno di pace. E questo animale iconico, capace di innescare sentimenti contrastanti, sembrava aver finalmente conquistato agli occhi della gente la sua dignità di predatore indispensabile per l’equilibrio degli habitat. Purtroppo, ogni conquista, ogni passo in avanti verso un più alto livello di civiltà non è detto che siano definitivi. E questo non riguarda, ovviamente, soltanto il lupo. Oggi dilagano violenza e guerre, quelle tra popoli, quelle tra cittadini, quelle tra uomini e natura. Non c’è volontà di coesistenza e un sentimento di prevaricazione sembra vincere su tutto. Ma ogni cosa ha una sua ciclicità e forse un giorno torneremo a guardare il lupo con benevolenza.
Veniamo ai contenuti di questo numero, l’ultimo dell’anno
- Ermanno Giudici ci porta alle Azzorre, meta degli appassionati di whale watching, dove balene e capodogli possono nuotare senza più il timore d’essere cacciati.
- Non tutti gli animali guardandosi allo specchio hanno la percezione di osservare se stessi, altri al contrario sì. Ce lo racconta Francesco Tomasinelli attraverso alcuni esempi sorprendenti.
- Come si preparano i ricercatori in partenza per le missioni in Antartide? Lo abbiamo chiesto a Elena Bougleux, impegnata nel progetto Antartic-ome, attualmente in corso alla base italiana Mario Zucchelli.
- Pietro Spirito ci fa fare un salto nel tempo, alla scoperta dell’orso delle caverne. Nuovi studi hanno rivelato che le cause della sua estinzione hanno a che fare con l’uomo. Ancora l’uomo.
- E, infine, trattiamo di energia con Michele Mauri che questa volta ci parla dell’eolico e del perché in Italia tira un vento contrario.
Buona lettura
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