È in distribuzione il numero di marzo de La Rivista della Natura. Ve lo raccontiamo attraverso le parole dell’editoriale firmato dal direttore Pietro Greppi.
«Mentre gli assetti del mondo vengono stravolti e ci domandiamo cosa ne sarà del nostro futuro, tracce di vita di 280 milioni di anni fa vengono scoperte e recuperate a 3000 metri di quota tra le cime delle Orobie Valtellinesi.
Fa effetto pensare che questo ritrovamento avvenga dopo 280.000.000 di anni! Un abisso temporale che fa sorgere spontanee alcune domande: chissà cosa rimarrà dell’avvento recente sulla Terra dell’uomo, con le sue guerre e le sue nefandezze? Si ritorceranno sull’uomo stesso, il cui disinteresse verso l’ambiente e la cui esponenziale crescita numerica potrebbe portare a una sorta di implosione? E, perché no, alla sua estinzione? Se così fosse, l’ultimo arrivato sul Pianeta potrebbe essere il primo ad andarsene, mentre la Terra andrebbe avanti. Acciaccata, forse, ma sopravvissuta all’Antropocene».

La ricostruzione di come poteva essere l’ambiente 280 milioni di anni fa in Valtellina. © illustrazione Fabio Manucci
Il simpatico Paguro in copertina non si è vestito per il Carnevale: il tappo rosso che indossa è la sua casa, peraltro non proprio a misura, ma la spiaggia quello gli ha offerto, al posto della classica conchiglia. Francesco Tomasinelli ci racconta altri stratagemmi adottati dagli animali per difendersi dalle aggressioni esterne.
Il più prestigioso concorso naturalistico al mondo, il Wildlife Photographer of the Year, organizzato dal Natural History Museum di Londra, giunge quest’anno alla 60a edizione. Ad esso dedichiamo un ampio servizio e suggeriamo agli appassionati di visitare la mostra del concorso che verrà ospitata al Forte di Bard (AO) dal 21 marzo al 6 luglio.
Valeria Barbi tratta l’argomento della coesistenza uomo–orso e delle misure adottate per salvare l’ultima popolazione di orso bruno marsicano dell’Appennino centrale.
Infine, dopo un paio d’anni torniamo con Michele Mauri sul tema del riciclo che vede l’Italia ancora in pole position. Non possiamo che esserne fieri.
Buona lettura
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