Sino all’ equinozio del 21 settembre (dal latino aequinoctium, derivato a sua volta da “aequa-nox” cioè «notte uguale») è ancora formalmente estate, ma già all’inizio del mese la luce e l’aria cambiano e in certe giornate si coglie ormai l’atmosfera dell’ autunno. La luce di settembre, poi, è particolare: finito il bombardamento estivo, i cieli si fanno più morbidi, i dettagli emergono meglio tra i raggi di un sole meno violento e accecante e si possono cogliere particolari che nella luce estiva si erano persi o dimenticati. Anche a livello interiore.
Infatti in questi giorni anche l’anima si acquieta e, forse complice il ricordo dei tempi della scuola, è come se l’anno nuovo cominciasse ora e viene voglia di guardare avanti, di fare progetti, di pianificare elencando idee da riprendere, buoni propositi, qualche novità.
L’anima, dopo la primavera e l’estate in cui ha mostrato il suo intrinseco bisogno di spazio, di prospettiva e di luce sino ad arrivare a volte anche quasi a perdersi, ora evidenzia invece la necessità di intimità, di raccoglimento e il mese dedicato a S.Michele e agli arcangeli asseconda questo suo desiderio profondo.
Anche la natura sembra rispondere in questa direzione e dopo la fase espansiva comincia quella contrattiva, proprio come un respiro o il battito del cuore.
Le foglie di molti alberi cominciano a ingiallire. Gli uccelli migratori si rimettono in movimento per tornare al sud, nei più confortevoli luoghi di svernamento, sebbene da molti anni i nostri inverni non siano più quelli di un tempo. Alcune coltivazioni, come il maìs, danno i loro raccolti come secondo ciclo, dopo quelli primaverili dedicati ad altre colture come la soia. Il riso si avvicina alla trebbiatura mentre in molte zone, complice la torrida estate, la vendemmia è già cominciata.
Settembre è dunque un mese di raccolta, ma anche di ripartenze, pure per la natura. Alcune piante producono ancora germogli o addirittura fiori e, nelle zone devastate dagli incendi estivi, basta l’acqua dei primi temporali per far spuntare nuove piantine, senza aspettare la lontana primavera.
È il mistero della luce di settembre, della vita autunnale che, diversa dal quella primaverile, riempie di nuove qualità, forze e colori il mondo delle cosiddette “zone temperate”, quelle delle quattro stagioni, sempre più ridotte e condizionate dai cambiamenti climatici, ma ancora presenti e percepibili. Almeno per chi le voglia cogliere.
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