Nella nuova Sala dell’evoluzione umana del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, a Calci nei locali della Certosa monumentale i visitatori vengono accolti dalle ricostruzioni a grandezza naturale in silicone di sei specie di ominini, un gruppo di primati che comprende l’uomo e i suoi antenati estinti.
I modelli iperrealistici, tre femmine e tre maschi, sono collocati all’interno di teche cilindriche attorno alle quali è possibile muoversi liberamente, ritrovandosi letteralmente “faccia a faccia” con ognuno di loro.
La Sala dell’evoluzione umana illustra le principali tappe della nostra storia evolutiva con alcuni approfondimenti tematici. È così possibile osservare le principali caratteristiche di alcune specie particolarmente note come Australopithecus afarensis, Homo habilis, Homo erectus, Homo neanderthalensis e altre un po’ meno note come Homo floresiensis e Homo naledi.

Da sinistra: Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa; Elena Bonaccorsi, direttrice del Museo; Damiano Marchi, docente di Antropologia all’Università di Pisa.
Una scoperta che ha cambiato la storia dell’evoluzione umana
«Homo naledi è una specie con caratteristiche peculiari e la sua eccezionale scoperta ha portato a ripensare l’evoluzione recente del genere Homo, molto più complessa rispetto a quanto si pensava fino a 10-15 anni fa» dice Damiano Marchi, docente di Antropologia all’Università di Pisa e direttore del Museo di Storia Naturale nel biennio 2020-2022.
A questa specie, scoperta in Sudafrica nel 2013, è dedicato uno speciale approfondimento: nell’allestimento è presente una ricostruzione a grandezza naturale della sezione della Camera di Dinaledi, il sito dove è stato scoperto Homo naledi e dove sono state trovate oltre 1.500 ossa.
La nostra specie
Per quanto riguarda invece la nostra specie, Homo sapiens, saranno i visitatori stessi a essere protagonisti. Una delle teche è, infatti, una postazione multimediale capace di scansionare il nostro corpo e metterci accanto ai nostri antenati estinti per regalarci un selfie di gruppo che attraversa quattro milioni di anni.
«Il nuovo allestimento, che completa la Galleria dei primati del Museo, è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Pisa» aggiunge Elena Bonaccorsi, direttrice del Museo.
L’allestimento della sala è stato curato dal dottor Simone Farina, conservatore del Museo e dal professor Damiano Marchi; hanno inoltre collaborato Lorenzo Possenti, artista che ha realizzato i modelli dei sei ominini, Pietro Begliomini, Beatrice Consani, Chiara Gelli e Maurizio Badame, tecnici e collaboratori del Museo, che hanno realizzato la ricostruzione della Camera di Dinaledi, oltre a tutto il personale del Museo.
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