A Pasquetta si sono dischiuse due uova, di Giò e Giulia, i falchi pellegrini che nidificano in cima al Pirellone, a 125 metri d’altezza. Salgono così a 33 i pulli avuti dalla coppia, riconoscibili anche dopo anni grazie all’inanellamento.
La coppia deve i propri nomi a Gio Ponti, l’architetto del palazzo e a sua moglie, Giulia Vimercati. La presenza di questi rapaci è diventata un simbolo della natura urbana milanese, monitorata da webcam.
La coppia è stata notata per la prima volta durante i lavori di manutenzione sulla sommità del Pirellone. Da allora, ogni anno, tra fine febbraio e inizio marzo torna nel nido per deporre e covare le uova.
Un habitat urbano ideale
I falchi pellegrini hanno trovato nel grattacielo Pirelli un habitat ideale e sono ormai diventati una vera attrazione naturalistica.
Nel video che vi proponiamo, ne parlano Gianluca Comazzi – assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia e grande appassionato di animali – e Guido Pinoli, ornitologo di Selvatica Milano, progetto nato con l’intento di raccogliere e condividere le informazioni sulla presenza della fauna selvatica in città.
«È incredibile l’attaccamento e l’affetto anche dei cittadini che seguono in migliaia l’evoluzione e la storia di questi due falchi che tornano ogni anno a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia. È un evento straordinario che ancora una volta ci racconta come gli animali riescano ad adattarsi anche a un contesto fortemente urbanizzato come quello in cui viviamo. La nascita è un simbolo di speranza, di vita e vedere come questi due animali riescono ad adattarsi ai grattaceli, alla frenesia, ai rumori, dimostra ancora una volta quanto sia più forte il messaggio della vita» racconta l’assessore Comazzi.
«Giò e Giulia evidentemente stanno molto bene sul grattacielo Pirelli, perché dopo tutti questi anni anche nel 2026 hanno deciso di deporre le uova, covarle e schiuderle qui. Giulia è un esemplare femmina piuttosto anziano, ma molto esperta e quindi sa bene come comportarsi coi suoi piccoli. La prima fase dopo la nascita è molto importante per il raggiungimento della termoregolazione, cioè questi piccoli i primi giorni da soli non riuscirebbero a vivere perché non hanno ancora la circolazione adatta per avere la termia giusta nel corpo. Quindi la mamma li accudisce, li scalda e nel frattempo cova. Il cibo per le imboccate invece, lo procura Giò, il maschio» spiega Guido Pinoli.
Prede prelibate nel contesto urbano
I falchi pellegrini del Pirellone sono riconoscibili tramite l’inanellamento. «I dati in nostro possesso – conclude Pinoli – ci dicono che i falchi tendono, nel primo periodo, a muoversi parecchio da Milano, fino a cercare un loro territorio. Solo dopo un po’ di anni, quando si sono adeguatamente abituati alla vita selvatica, torneranno nei dintorni di Milano, che resta decisamente attrattiva, perché offre anche una quantità di prede prelibate».
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