Benvenuto, caro falso corallo nero. Grazie per essere con noi oggi. Cominciamo con una domanda fondamentale: quali sono le tue origini e come ti ritrovi a popolare le profondità del mare?
Falso corallo nero – Grazie per l’invito! Sono lieto di essere qui con voi. Sono nato nelle profondità degli oceani, dove la luce del sole penetra flebilmente.
Vengo definito volgarmente “falso corallo nero”, ma sono un misterioso cnidario che ama insediarsi su scheletri preesistenti di gorgonie.
Il mio aspetto è ingannevole ai vostri occhi, paio una pianta, ma in realtà sono un animale; mi considerate molto bello, ma sono un parassita, le gorgonie mi temono.
In compenso contribuisco al benessere degli ecosistemi marini con la mia presenza.
Interessante! Possiamo approfondire il tuo processo di crescita? Come sviluppi le tue colonie, e qual è il segreto di quel colore scuro e affascinante?
FCN – Certamente. Iniziamo con la mia fase iniziale; produco uno scheletro corneo di colore scuro. Ma non si tratta di un vero e proprio scheletro come si potrebbe immaginare. Da buon parassita, rivesto gli scheletri preesistenti delle gorgonie con un materiale proteico, noto come antipatina. Con il tempo sviluppo ramificazioni che possono superare il metro di lunghezza.
Importante precisare che vengo definito “falso corallo nero”, ma da vivo, come potete osservare nel filmato, sono di colore giallo intenso, rivelo tutto lo splendore dei polipi che formano le mie colonie. Nero è il colore del mio scheletro nudo o privo di vita.
Perché ti definiscono un “superorganismo”?
FCN – Io sono una colonia di organismi che mi compongono e vanno oltre la definizione di semplici aggregazioni di polipi.
In realtà, possono essere considerati superorganismi, poiché tutti i miei polipi sono intrinsecamente legati tra loro da un tessuto comune.
Questo collegamento è essenziale per la nostra sopravvivenza e ci permette di lavorare in armonia come una comunità. Ogni polipo ha sei tentacoli, che sono strumenti fondamentali per catturare il cibo e interagire con l’ambiente circostante.
Questo tessuto non solo fornisce supporto strutturale, ma anche una connessione funzionale che permette una collaborazione efficace tra i miei polipi.
Quanto siete sensibili all’ambiente marino circostante? Come vi adattate alle sue variazioni?
FCN – Siamo organismi molto sensibili alle condizioni ambientali, che giocano un ruolo chiave nella nostra vita, influenzando la nostra crescita e la nostra salute.
Percepiamo le variazioni di temperatura, la qualità dell’acqua e altri fattori dell’ambiente. Tuttavia, quando le condizioni si mantengono favorevoli, le nostre colonie riescono a svilupparsi notevolmente.
Un vero processo unico. Come interagisci con gli altri abitanti marini? Hai predatori o forse alleati nel mondo sottomarino?
FCN – Sono un tipo solitario, lo ammetto. In termini di predatori, devo stare attento a alcune creature marine affamate dei miei polipi, ma la mia antipatina spesso funge da protezione.
Gli impatti maggiori sono causati della vostra specie, temo di essere danneggiato, o ucciso, da reti a strascico e lenze di pescatori. In passato “prelevavate” il mio scheletro a scopo ornamentale.
Fortunatamente mi avete inserito, a scopo di tutela, nelle convezioni di Barcellona e di Berna, e l’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) mi ha dichiarato “specie quasi minacciata”.
Parliamo di aspetti più leggeri. Qual è il tuo contributo all’ecosistema marino e hai qualche impatto sulla vita umana?
FCN – La conservazione della mia specie è strategica poiché contribuisce all’ecosistema marino fornendo habitat e rifugio per molte piccole creature, aumentando la biodiversità e rinforzando il substrato dei fondali su cui vivo.
In condizioni che si mantengono favorevoli sono un animale molto longevo, posso vivere anche più di mille anni.
Ultima domanda, falso corallo nero. Hai qualche messaggio da condividere con il mondo riguardo alla tua specie o agli oceani in generale?
FCN – Certamente! Spero che gli esseri umani continuino a esplorare e a preservare mari e oceani. Siamo custodi di un mondo sottomarino ricco di vita straordinaria.
Rispettare gli oceani significa tutelare anche creature come me, preservando bellezza e armonia del globo terracqueo.
Grazie mille per la tua illuminante prospettiva, falso corallo nero. È stato un piacere parlare con te.
FCN – Il piacere è tutto mio. Vi ringrazio per l’opportunità di condividere la mia storia. Spero di poter essere intervistato nuovamente tra un decennio, o più.
Voglio darvi un consiglio, se vorrete dare voce anche ad altre creature che popolano questi spazi, scoprirete delle realtà che altrimenti non immaginereste mai.
Questa intervista immaginaria pare surreale, ma è stata possibile grazie all’innata curiosità dell’uomo.
La Savalia savaglia a suo modo si esprime perché le abbiamo dato l’opportunità di farlo.
Studiosi, ricercatori e scienziati si sono impegnati per conoscerla più a fondo.
Non è più un monile da sfoggiare, retaggio del passato, oggi sappiamo che è una creatura rara e preziosa per gli ecosistemi marini.
Per tutelare mari e oceani è necessaria una presa di coscienza di ognuno di noi: comprendere ed essere consapevoli del ruolo di ogni singolo essere vivente nell’orchestra della vita.
Scheda tassonomica
Regno: Animalia
Phylum: Cnidaria
Classe: Anthozoa
Sottoclasse: Hexacorallia
Famiglia: Parazoanthidae
Specie: S. Savaglia
Consulenza scientifica: Nicola Greggio
Bibliografia:
Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, Milano, Il Castello, 2004
Cristo B. Pais A. Nuove segnalazioni di Gerardia savaglia in Sardegna. Civiltà del Mare Boll. I.C.I.MAR 1997
Cristo B. Contributo alla conoscenza della distribuzione di Gerardia savaglia (Anthozoa, Zoanthidea) lungo le coste della Sardegna
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