Secondo il report della “Direttiva quadro acque”, oltre il 57% dei corsi d’acqua non è in buono stato ecologico. Per riportare allo stato naturale e rigenerare un tratto di fiume o di lago, il WWF ha lanciato l’iniziativa “Adopt Rivers and Lakes”. L’invito è rivolto ai cittadini, sull’onda del grande successo dello scorso anno, quando sono state mobilitate oltre 1000 persone con risultati tangibili per la tutela degli ecosistemi d’acqua dolce in Italia: 64 interventi di pulizia in 14 Regioni italiane, dalla Lombardia alla Basilicata, dal Veneto alla Puglia.
Fiumi, laghi, fondali e perfino due tratti costieri sono stati ripuliti e rigenerati, a testimonianza del carattere sistemico dell’inquinamento da plastica che dai corsi d’acqua finisce per riversarsi in mare.
I volontari avevano individuato anche briglie, barriere artificiali, scarichi non autorizzati e depositi di rifiuti in 11 località diverse.
Quest’anno si rinnova quindi l’obiettivo di rigenerare la continuità fluviale in linea con quello europeo: riportare allo stato naturale almeno 25.000 km di fiumi entro il 2030.
Il Po tra i principali vettori di rifiuti plastici
Ogni anno tonnellate di rifiuti plastici vengono trasportate lungo gli alvei fluviali, accumulandosi sulle sponde e raggiungendo il mare: circa l’80% della plastica presente negli oceani ha origine fluviale e il Mediterraneo non fa eccezione.
Il fiume Po risulta tra i principali vettori di trasporto verso l’Adriatico. Dei quasi 8.000 rifiuti catalogati scientificamente nell’iniziativa del 2025, il 62% è risultato essere plastica.
In termini assoluti, considerando tutte le operazioni di pulizia, i volontari hanno rimosso 19.693 rifiuti, di cui circa 6.000 solo alla Foce del fiume Sarno, una delle aree più critiche del Paese.
Il progetto non si è limitato alla pulizia, ma ha aperto nuove frontiere del monitoraggio ambientale: dal campionamento delle microplastiche nel fiume Tevere attraverso reti manta, testando protocolli scientifici replicabili in future attività di citizen science, alla sperimentazione del robot subacqueo Zeno, sviluppato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa: nelle acque di Desenzano del Garda, l’AUV ha individuato pneumatici, oggetti plastici, piattelli da tiro e altri rifiuti, registrandone posizione geografica e immagini ad alta precisione.
Un modello di collaborazione che funziona
Anche quest’anno “Adopts Rivers and Lakes” si avvarrà dell’aiuto della rete WWF con le sue 18 Organizzazioni Aggregate, la community WWF YOUng e il gruppo WWF S.U.B. coinvolgendo associazioni locali, scuole, amministrazioni e famiglie.
Per unirsi alla comunità che sta proteggendo le nostre acque cittadini, scuole, aziende e associazioni possono adottare un tratto di fiume o lago aderendo alla campagna “Adopt Rivers and Lakes”.
Partecipare è semplice: basta scegliere un’azione di pulizia nella propria Regione, unirsi ai volontari WWF e contribuire alla raccolta dati che migliorerà le politiche ambientali italiane. Ogni gesto conta: i fiumi italiani hanno un urgente bisogno di cura, e la partecipazione di nuovi volontari può fare la differenza.
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