La Laguna di Venezia è un ecosistema unico, che dal 1987 fa parte del Patrimonio UNESCO ed è protetta dalla Rete Natura 2000. L’inquinamento derivante dalla plastica ne minaccia la biodiversità, il paesaggio e la qualità delle acque.
Quello dei rifiuti e della plastica in mare è un problema che va affrontato a 360 gradi, limitando, per cominciare, lo scarico in mare degli inquinanti da parte dei fiumi. per questo, l’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, in collaborazione con Veritas e il Consorzio di bonifica Acque Risorgive, ha dato vita a un innovativo progetto che punta a un’importante riduzione dei rifiuti galleggianti negli ambienti acquatici. Si tratta di una serie di azioni che hanno l’obiettivo di individuare, analizzare e recuperare i rifiuti rilasciati nelle acque fluviali e destinati a raggiungere il nostro mare Adriatico.
Studi recenti sui fiumi veneti evidenziano una maggior produzione di rifiuti plastici nelle aree più urbanizzate, con una presenza fortemente legata alla piovosità e alla gestione dei deflussi.
Tre linee di intervento
Il progetto MISP (MIsure Sperimentali nei corsi d’acqua del Distretto Alpi Orientali per la cattura dei rifiuti e delle Plastiche galleggianti) rientra nei finanziamenti previsti dalla Legge Salvamare.
- Da un lato, il progetto MISP prevede l’installazione di barriere galleggianti in alcuni corsi d’acqua del bacino scolante nella Laguna di Venezia, al fine di raccogliere i rifiuti trasportati dalla corrente. In questo caso, vengono testate diverse tipologie di barriere nei vari siti del progetto, studiandone la loro efficacia. Il Consorzio di bonifica Acque Risorgive individuerà, installerà e gestirà i dispositivi in selezionati corsi d’acqua del proprio comprensorio.
- A questo si aggiunge la creazione di un’imbarcazione a basso impatto ambientale, grazie alla quale Veritas opererà nella laguna di Venezia e in alcune foci fluviali: dotato di un sistema innovativo per raccogliere i rifiuti galleggianti, il natante opererà con tecnici specializzati e, alla raccolta, seguirà l’opportuna e regolare quantificazione e lo smaltimento di materiale recuperato.
- Verrà condotto, inoltre, uno studio sui percorsi preferenziali dei rifiuti nell’ambito lagunare e in alcune foci fluviali, utilizzando dispositivi GPS (realizzati dalla società Nauta RCS di Milano) per tracciare i percorsi e le zone di accumulo; sarà inoltre possibile monitorarli quotidianamente, al fine di operare in maniera più mirata durante la raccolta dei rifiuti.
Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali
L’Ente svolge attività di pianificazione al fine di tutelare gli aspetti qualitativi e quantitativi delle risorse idriche e degli ambienti acquatici, oltre alla pianificazione delle azioni necessarie per la difesa idrogeologica e per la realizzazione delle mappe della pericolosità e del rischio.
L’ambito territoriale del DAO copre circa 40mila km2 divisi tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, area in cui vivono 7 milioni di persone e alla quale appartengono 14 bacini idrografici (tra cui i maggiori: Adige, Brenta-Bacchiglione, Piave, Tagliamento e Isonzo).
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