È in dirittura di arrivo il progetto europeo LIFE SySTEMiC, ricerca condotta sia sulle pinete, sia sui boschi di origine naturale composti da querce, frassini e altre latifoglie, che ha coinvolto università e aree protette italiane, slovene e croate.
Tra queste il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, in Toscana, un polmone verde di 23mila ettari al centro di una vasta area urbanizzata, dal quale parte, proprio grazie ai risultati della ricerca, un modello di gestione che permette di mantenere la biodiversità dei boschi e di renderli più forti per affrontare i cambiamenti climatici. Perché salvaguardare le foreste e promuoverne il rinnovamento migliora la qualità della vita e le caratteristiche ambientali non solo dell’area protetta, ma di tutto il territorio.
Nello studio, il grado di diversità genetica è stato correlato ai diversi indicatori della struttura forestale quali diversità specifica, diversità dimensionale, distribuzione spaziale, biodiversità legata al legno morto e ai microrganismi nel suolo.
Ne è risultato che maggiore è la variabilità genetica, più il bosco è resiliente ai cambiamenti climatici. Conclusione da cui sono state tratte importanti indicazioni gestionali ed è stato elaborato modello GenBioSilvi che, come spiega Francesca Logli, responsabile forestale dell’Ente Parco: «A seconda dei parametri della foresta, indica le azioni da intraprendere per mantenere o aumentare la diversità genetica, azioni mirate che sfruttano la rinnovazione naturale, tenedo conto di fattori importanti come la luce e la protezione dall’azione degli ungulati».
Al progetto LIFE SySTEMiC partecipano l’Università di Firenze, il Parco Regionale di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli, l’Unione dei Comuni Montani del Casentino, D.R.E.A.M. Italia, l’Istituto Forestale Sloveno, il Servizio Forestale Sloveno e l’Istituto di Ricerche Forestali Croato.
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