A Cascina (PI) è collocato l’European Gravitational Observatory (EGO) il rilevatore di onde gravitazionali gestito dalla Collaborazione Virgo, di cui a oggi fanno parte oltre 700 persone in rappresentanza di 129 Istituzioni in 16 diverse nazioni. I dati resi disponibili dal rilevatore hanno permesso ad alcuni ricercatori dell’Università e della sezione di Torino dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, insieme a colleghi dell’Università Friedrich Schiller (FSU) di Jena (Germania), di pubblicare sull’ultimo numero di Nature Astronomy un paper che presenta una nuova interpretazione di uno dei più enigmatici e interessanti segnali gravitazionali osservati da LIGO e Virgo fino a oggi: GW190521. Questo segnale anomalo potrebbe essere stato generato dalla fusione istantanea di due buchi neri che orbitavano liberi in un ambiente galattico estremamente denso e affollato.

Simulazione che rappresenta la densità di curvatura dello spazio-tempo durante la fusione dei due buchi neri.
Il 21 maggio del 2019, i due interferometri LIGO negli USA e Virgo in Italia avevano rivelato un segnale gravitazionale straordinariamente intenso, ma estremamente breve, una sorta di potentissimo gong cosmico, chiamato GW190521, dalla sua data di rivelazione. Quell’onda gravitazionale era stata generata dalla fusione di due buchi neri a miliardi di anni luce da noi e da quel fragoroso scontro si era prodotto un buco nero di oltre 150 masse solari, il buco nero più massiccio osservato fino a oggi da LIGO e Virgo.
Questa eccezionale osservazione ha stimolato gli astrofisici a immaginare possibili scenari cosmici che spieghino il meccanismo di formazione della coppia binaria e le caratteristiche della sua violenta fusione.
Un incontro dinamico fra due buchi neri
Il paper pubblicato su Nature Astronomy prova a interpretare la natura enigmatica del fenomeno: «GW190521 è stato inizialmente analizzato come la fusione di due buchi neri pesanti in rapida rotazione che si avvicinano lungo orbite quasi circolari, ma le sue caratteristiche speciali ci hanno indotto a proporre altre possibili interpretazioni» spiega Rossella Gamba, dottoranda all’Università di Jena, autrice principale dello studio e ricercatrice della Collaborazione Virgo.
«La forma e la brevità – meno di un decimo di secondo – del segnale associato all’evento, inducono infatti a ipotizzare una fusione istantanea tra due buchi neri, avvenuta in mancanza di una fase di spiraleggiamento» commenta Alessandro Nagar, ricercatore di Virgo della sezione INFN di Torino.
GW190521 potrebbe dunque essere il primo incontro dinamico di buchi neri osservato.
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