In Natura, nulla è casuale. A partire dall’aspetto che connota ogni essere vivente. Il dress code bianco e nero adottato da molte specie offre lo spunto per tante domande a cui gli esperti stanno cercando ancora di dare risposta.
Nel caso delle puzzole americane, le moffette (genere Mephitis), le bande bianche e nere servono a renderle ben riconoscibili agli altri predatori, primi fra tutti lupi, puma e coyote.
La moffetta, infatti, è in grado di spruzzare da particolari ghiandole anali un liquido così repellente da indurre il vomito nella maggior parte dei grandi predatori (da qui il nome scientifico Mephitis, “mefitico”).
Questa formidabile difesa chimica, micidiale anche contro l’uomo, rende la puzzola quasi invulnerabile. Anche altri mammiferi di media taglia, come il tasso del miele africano, ben dotati di ghiandole repellenti e con un pessimo carattere, hanno adottato questa colorazione ad alto contrasto per ricordare a tutti che è meglio non avere a che fare con loro.

Come molti altri pesci tropicali, anche il pesce cardinale Pterapogon kauderni presenta una vistosa colorazione bianca e nera. Sembra probabile che questo e altri animali marini, tra cui addirittura un polpo, imitino altri pesci dotati di aculei velenosi come il pesce scorpione. © Pavaphon Supanantananont/Shutterstock.com
Ricordati di me!
Anche gli aculei bianchi e neri degli istrici e i disegni sul capo presenti in alcuni felini e mustelidi avrebbero la stessa funzione d’avvertimento, ovvero «ricordati che posso farti molto male!»
La stessa spiegazione può essere applicata ad altri gruppi animali, ma è difficile generalizzare.
Molte farfalle e uccelli, per esempio, possono mettere in guardia i predatori sulla presenza di carni tossiche o armi difensive, ma anche utilizzare questi colori come un sistema di riconoscimento ottico tra individui della stessa specie.
Le farfalle che frequentano le radure nelle foreste tropicali, come le Idea del Borneo, presentano spesso una vistosa livrea bianconera e un volo lento. I loro bruchi, infatti, si nutrono di piante ricche di sostanze tossiche che vengono incorporati nei tessuti dell’adulto.
Anche gli uccelli possono ricorrere allo stesso canale di comunicazione: i falchi bianchi e neri del Borneo (Microhierax latifrons), piccoli quanto un merlo ma dotati di un becco micidiale e di robusti artigli, mettono in guardia i potenziali predatori proprio con il loro piumaggio particolare.
Lo stesso si può dire per i pesci, soprattutto quelli che vivono nelle barriere coralline in pochi metri di acqua come il pesce scorpione Pterois dotato di aculei bicolore velenosi, tanto bello quanto pericoloso.
Leggi qui la prima parte dell’articolo: le zebre
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