Nei giorni della tragedia della Marmolada, un titolo emblematico, L’Adieu des glaciers, per la mostra che si inaugura sabato 9 luglio al Forte di Bard, dove resterà fino al 13 novembre. Un viaggio iconografico e scientifico, cominciato nel 2020, attraverso la storia, le trasformazioni e lo stato di salute dei ghiacciai dei Quattromila della Valle d’Aosta la cui terza tappa, dopo aver esplorato il gruppo del Monte Rosa e il Cervino, è interamente dedicata al Gran Paradiso, nel centenario dell’istituzione del Parco Nazionale.
Nel massiccio del Gran Paradiso si contano più di 60 ghiacciai che coprono una superficie di circa 29 km2, tre quarti della quale sul versante valdostano. Oggetto dell’indagine e della mostra, i cui curatori sono il fotografo e storico della fotografia Enrico Peyrot e, per la parte scientifica, Michele Freppaz, professore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, è l’area glaciale e periglaciale compresa tra le valli di Cogne, Valsavarenche, Valle di Rhêmes, Valgrisenche, Valle Soana e Valle Orco.

Cogne, Valnontey, sul ghiacciaio Dzasset. (Agosto 1894). © Vittorio Sella/Torino, Archivio Ente Parco Nazionale Gran Paradiso
Ghiacciai, sorvegliati speciali
I dati raccolti, con il contributo di più di 80 autori che hanno risposto all’invito lanciato dal Comitato Glaciologico Italiano (CGI) e dalla Cabina di Regia dei Ghiacciai Valdostani, forniscono un’analisi dettagliata delle caratteristiche di questi territori, costituiti da ghiacciai, praterie, laghi e da una straordinaria biodiversità. Ambienti che subiscono gli effetti del riscaldamento globale, con le temperature che sono aumentate dal 1994 in poi di 1,5 °C e i ghiacciai che di conseguenza arretrano e perdono volume, fenomeni percepibili a occhio nudo, con i confronti fotografici e grazie alle preziose serie storiche di misure prese sul terreno.
Il ghiacciaio del Grand Etrèt, “sorvegliato speciale” del Parco, dal 1999 ha perso per fusione uno spessore medio di 22 metri di ghiaccio, vedendone dimezzata la superficie. Altro sorvegliato speciale è il Ghiacciaio Ciardoney, la cui fronte si è ritirata dal 1971 di circa di 500 metri. Altri ghiacciai oggetto di studio da parte dell’ARPA Valle d’Aosta sono il Timorion e il Rutor, anch’essi interessati da uno stato di progressiva e intensa riduzione della massa glaciale.
Tra stampe originali e fine art, creazioni contemplative della natura e fotografie scientifico-documentali, anche l’edizione 2022 di L’Adieu des glaciers si avvale di materiale fotografico per lo più inedito, raccolto presso archivi pubblici e privati valdostani, il Comitato Glaciologico Italiano, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e il Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi di Torino.

Cogne, Valnontey; studioso tedesco e la moglie in zona Lauson. (17 settembre 1957). © Renzo Videsott /Torino, Archivio Ente Parco Nazionale Gran Paradiso
Info
“L’Adieu des Glaciers: il Gran Paradiso” – Un progetto Forte di Bard
Informazioni al pubblico
Tel.: + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | www.fortedibard.it
Orari
- Martedì-venerdì: 10-18
- Sabato, domenica e festivi: 10-19
- Lunedì chiuso (ad agosto aperto anche al lunedì)
Biglietti
Intero 8 Euro | Ridotto 7 euro
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