I fenomeni di gigantismo e di nanismo che caratterizzano molte specie animali insulari hanno una lunga storia di ricerca biogeografica, eppure fino a oggi gli esperti non avevano ancora raggiunto un’opinione condivisa in proposito: si tratta di una regola o di un’eccezione?
Un nuovo studio internazionale, svolto in collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza e pubblicato sulla rivista Nature, Ecology and Evolution, ne spiega i meccanismi, confermando l’influenza di fattori geografici e climatici come le dimensioni dell’isola, la temperatura e la stagionalità. E mostrando che il gigantismo e il nanismo insulare sono meccanismi generali che agiscono in modo consistente su tutti i vertebrati, e non singoli eventi evolutivi in poche specie.
Laboratori di evoluzione
Le isole sono da sempre laboratori naturali dove è possibile osservare traiettorie evolutive differenti da quelle che caratterizzano le masse continentali.
Secondo la cosiddetta “regola dell’insularità” (o regola di Foster), proposta nel 1964, i membri di una specie insulare tendono ad aumentare o a diminuire le proprie dimensioni nel tempo rispetto a quelli che vivono nei continenti.
Esempi eclatanti sono gli ormai estinti ippopotami e gli elefanti nani nelle isole del Mediterraneo, il topo dell’isola di St. Kilda in Scozia, di dimensione due volte superiore rispetto all’antenato continentale, il drago di Komodo, grossa lucertola diffusa nelle isole indonesiane, o ancora il dodo, piccione gigante delle isole Mauritious, estintosi nel diciassettesimo secolo a causa della presenza antropica.
I fattori geografia e clima
Il nuovo studio ha confrontato circa 2400 popolazioni di oltre 1000 specie insulari con le loro corrispettive popolazioni continentali, rivalutando la “regola dell’insularità” e mostrando come sia fortemente influenzata da fattori geografici e climatici. In particolare, i ricercatori hanno dimostrato che l’entità del nanismo e del gigantismo insulare dipende dal grado di isolamento e dalla dimensione delle isole, con effetti più pronunciati in mammiferi e rettili in isole di piccole dimensioni e lontane dalla terra ferma, probabilmente a causa dell’esiguo numero di specie e del ridotto scambio genico con le popolazioni continentali. Inoltre, sia mammiferi che uccelli (animali a sangue caldo) mostrano gigantismi più accentuati e nanismi meno marcati in isole fredde, presumibilmente per ridurre la perdita di calore, mentre i rettili di piccole dimensioni presentano un gigantismo più marcato in isole con forte stagionalità, probabilmente per far fronte a lunghi periodi di scarsità di risorse.
SEMPRE INFORMATI!
Per rimanere aggiornato su tutte le news sulla Natura, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter di rivistanatura.com
Basta inserire l’indirizzo e-mail nell’apposito modulo qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscriviti”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di Natura! È gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com



