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Il gioco col cane: molto più che lanciare una pallina

Il gioco col cane: molto più che lanciare una pallina
La cagnolina Trilly

Raffaele Ortisi Raffaele Ortisi 30 Apr 2016

Proseguiamo sulla strada per comprendere a pieno la relazione con il nostro cane esaminando un particolare aspetto della vita quotidiana: il gioco.
Parlare di gioco richiama alle nostre menti l’immagine di un cane in attesa del lancio della pallina, il tiro, la matta corsa all’inseguimento, la cattura della palla, il riporto o, in alternativa, una fuga tattica con la pallina in bocca, il tutto ripetuto un numero considerevole di volte.
Siamo però sicuri che il gioco sia soltanto questo?
All’interno di un branco di lupi il gioco riveste un ruolo fondamentale, i cuccioli imparano le regole del branco, individuano il loro posto nella gerarchia, scoprono come funziona il mondo che li circonda, imparano a predare, imparano a relazionarsi con gli altri e soprattutto sviluppano il loro carattere e le proprie peculiarità. Giocare non è tuttavia un’esclusiva dei più giovani: un lupo adulto dedica sempre alcune parti della giornata al gioco, sia esso con i più giovani o con altri adulti (di solito pari di rango), in un insieme di ritualizzazioni e schemi atti al meccanismo di insegnamento/apprendimento.
Sappiamo, all’oggi, che tutti i cani che vivono con noi, siano essi alani o volpini, derivano dal lupo e, come esso, imparano ed assimilano attraverso il gioco. Questo ci aiuta a capire l’enorme importanza che riveste per i nostri compagni.

Tornando ad analizzare la situazione della pallina ci rendiamo conto che nella ripetizione del lancio tendiamo a sviluppare, quasi esclusivamente, le capacità cinetiche del nostro cane. Molti utilizzano questa tipologia di gioco con il proprio cane (ad es. la lotta, il tira e molla, gli inseguimenti etc.) per un unico motivo: stancarlo! Tuttavia in questo si cela un grave errore, immaginiamo di lanciare la palla al nostro amico per cinque minuti ogni giorno, quasi sicuramente nel giro di una settimana avrà energie a sufficienza per dieci minuti di tiri, quella dopo ancora per venti e così via, fino ad arrivare a un punto in cui non avremo abbastanza tempo, o addirittura energie, da dedicare ai lanci (o altri giochi di questa tipologia).
Dunque, il nostro cane si ritroverà con una notevole quantità di energie inespresse, che spenderà in altre attività cinetiche di sua invenzione, non sempre piacevoli per noi ad esempio distruggere cose, o per gli altri, ad esempio l’inseguimento di qualunque cosa si muova velocemente, e infine perfino per se stessi, ad esempio le razze come i bulldog oppure i boxer sono inadatti al lungo movimento a causa della forma del muso.
Ecco perché il gioco non dovrebbe essere dedicato solo ad attività cinetiche (che tuttavia non vanno dimenticate), ma dovrebbe tendere anche a sviluppare tutte le altre facoltà dei nostri pelosi. Esercizi di problem solving, ricerca olfattiva, allenamento alla calma dovrebbero essere all’ordine del giorno.
Attraverso questi giochi, vari e differenti, i nostri cani svilupperanno sempre più fiducia in se stessi, guadagneranno un maggiore autocontrollo, impareranno a cavarsela in svariate situazioni, ci accrediteranno e, soprattutto, rinforzeranno sempre di più la relazione con noi. Non va tuttavia dimenticato che il gioco “random” e fine a se stesso, alle volte, può essere piacevole e liberatorio, quindi se il vostro cane si prodiga, di tanto in tanto, in “scemenze” di svariato tipo, lasciatelo fare e, anzi, unitevi a lui!

Trilly ci illustra chiaramente il significato di 'random'

Trilly ci illustra chiaramente il significato di ‘random’

Vi saluto, come sempre, con una citazione, questa volta di Samuel Butler, scrittore inglese vissuto nel XIX secolo:
“La grande gioia di avere un cane è quella di poter fare l’idiota davanti a lui: non soltanto non ti rimprovererà, ma anche lui farà lo stesso”.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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