La riduzione del nostro impatto sull’ambiente è fondamentale per contenere il fenomeno dei cambiamenti climatici e dello sconvolgimento degli ecosistemi con la conseguente perdita di biodiversità. Per un italiano su quattro, però, il risparmio energetico è un problema delle prossime generazioni.
Questo preoccupante risultato emerge dalla ricerca della Fondazione per la Sostenibilità Digitale dedicata a “Energia sostenibile e Ambiente”, che il suo Osservatorio ha pubblicato in occasione della Giornata Nazionale del Risparmio Energetico del 16 febbraio.
Per cambiare lo scenario, dunque, serve tanta formazione e una cultura digitale consapevole: cambiare stile di vita; ridurre il consumo di energia e acqua; fare correttamente la raccolta differenziata; muoversi con mezzi green e optare per fonti rinnovabili per produrre energia pulita.
Spesso ci riteniamo “sostenibili”, ma nei fatti non lo siamo
«Il digitale è uno dei migliori strumenti che abbiamo a disposizione per gestire le complesse sfide poste dal cambiamento climatico» ha affermato Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale.
«Dai dati raccolti nel 2024 dall’Osservatorio sulla Sostenibilità Digitale della nostra Fondazione, emerge come solo un italiano su tre sia in grado di capire realmente le conseguenze pratiche delle proprie convinzioni. Ciò significa che spesso ci riteniamo “sostenibili”, ma nei fatti non lo siamo. E, per completare il quadro, ben un italiano su quattro è convinto che inquinamento e cambiamento climatico siano temi importanti, ma che abbiamo tutto il tempo di affrontare. Come a dire: si, è importante, ma che se ne occupino i nostri figli» ha continuato Epifani.
I dati della ricerca
La ricerca analizza le opinioni dei cittadini italiani residenti nei grandi centri urbani italiani e di quelli residenti nei piccoli comuni sotto i 3000 abitanti.
Il sondaggio ha indagato la gestione da remoto di alcuni aspetti del proprio quotidiano e della propria casa (smart home), in relazione ai benefici che tale possibilità sarebbe in grado di generare sui consumi energetici e quindi sull’ambiente.
Per ognuno degli strumenti esaminati, le maggiori percentuali di utilizzo si riscontrino non tra gli utenti più attenti ai temi della sostenibilità, ma tra quelli maggiormente digitalizzati.
I risultati della ricerca mettono in evidenza:
- l’81% degli intervistati ritiene che i servizi digitali abbiano un impatto positivo sui consumi energetici;
- la possibilità di controllare attraverso la tecnologia, elementi della casa come il riscaldamento, l’illuminazione o gli elettrodomestici solleva questioni di privacy soprattutto tra coloro che abitano nelle grandi città italiane;
- il 73%, che ritiene che le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale applicate all’automazione domestica (smart home) siano utili al miglioramento dei consumi;
- Prendendo invece in considerazione gli impianti di riscaldamento “intelligenti”, cioè che imparano sulla base delle abitudini degli abitanti, notiamo che aumenta la percentuale di coloro che non conoscono questa tipologia d’impianti, ovvero il 31% dei residenti nei grandi centri e il 48% di quelli residenti nei piccoli;
- elettrodomestici intelligenti (per esempio lavatrici che riconoscono automaticamente il peso del carico e regolano il programma): nei grandi centri sono utilizzati con regolarità o più raramente dal 16% della popolazione, e nei piccoli centri dal 4% dei residenti.
«I dati della ricerca forniscono un’immagine di un Paese sostanzialmente ancora poco pronto a cogliere la grande sfida ambientale alla quale invece tutti noi siamo chiamati. Si tratta di un quadro preoccupante che mette in evidenza quanto sia urgente, da parte delle Istituzioni, aiutare i cittadini formandoli adeguatamente e fornendo loro i giusti strumenti tecnologici e, in parallelo, culturali. È una sfida che le istituzioni stanno perdendo, sia in termini di commitment reale che di visione strategica» ha concluso Epifani.
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