Oggi 21 novembre si celebra la Giornata nazionale degli alberi 2025: alberi che sono tra i nostri più importanti alleati nel contrasto alla crisi climatica. Gli alberi che subiscono alcune tra le maggiori avversità causate dalla crisi: siccità, incendi ed eventi estremi come le tempeste di vento che hanno colpito il nostro territorio nel luglio e agosto 2023.
In quel frangente nel solo Parco del Ticino lombardo furono abbattuti centinaia di migliaia di alberi su circa 1.400 ettari di boschi, interessati da venti oltre i 100 km orari.
Una delegazione del Parco del Ticino e dell’Associazione Amici dei Boschi di Vigevano ha compiuto un sopralluogo nei Comuni di Abbiategrasso e Vigevano, in alcune delle aree interessate dai fenomeni e in parte oggi oggetto degli interventi di sgombero degli alberi caduti, al fine di recuperare la risorsa e accelerare la ricostituzione del bosco.
Il recupero dei danni forestali
Tutte le aree, anche quelle con i danni più consistenti, rimangono bosco a tutti gli effetti, ma la ripresa della vegetazione forestale spesso stenta ancora ad affermarsi.
I lavori sono ultimati nel bosco della Gaezia, mentre sono tuttora in corso in quelli di Santa Maria del Bosco. Considerata la vastità delle superfici si può ipotizzare che proseguiranno per l’autunno inverno 25-26.
Oltre agli alberi risparmiati dal vento – spesso quelli più bassi e sottomessi, mentre le grandi querce ed i pioppi più alti hanno subito la forza degli eventi – si osserva una rigogliosa copertura di vegetazione erbacea, spesso di origine alloctona, mentre in alcune aree sta rivegetando soprattutto il nocciolo ed a volte il pioppo bianco (autoctoni), mentre dove era già presente nel bosco circostante, vi è una forte ripresa della robinia.
L’invasione delle specie aliene rappresenta la maggior preoccupazione per il Parco e per i volontari: il bosco si rigenera con i suoi tempi, che purtroppo non sono quelli dell’uomo, ma è sulla qualità della rinnovazione che sussistono i maggiori interrogativi.
Gli Amici dei Boschi chiedono di mantenere un’attenta sorveglianza sulle modalità operative degli sgomberi e l’attivazione di tutte le possibili forme di restauro dei boschi.
Alla ricerca di fondi
Il Parco è intensamente impegnato nel restauro dei boschi, sia con la definizione di linee tecniche per il recupero, sia con il monitoraggio dell’evoluzione naturale dei popolamenti, ma anche con lo stanziamento di risorse proprie e soprattutto con la ricerca di fondi dagli Enti sovraordinati.
In particolare si è in attesa degli esiti di una richiesta di finanziamento all’Unione Europea presentata sul Bando Life Natura, per la quale si attendono gli esiti nei primi mesi del 2026.
In questo progetto il Parco si è impegnato a ottenere una collaborazione tecnico scientifica di massimo livello, coinvolgendo quattro Università e un Ente di ricerca tra i più qualificati nel settore.
Il Parco si sta adoperando inoltre per ottenere il più possibile la partecipazione dei privati proprietari, cui afferiscono la maggior parte dei boschi distrutti (circa il 90 %): in un caso, a Vigevano, sta partendo un primo intervento di ripristino.
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