È una giornata tutta italiana, istituita dal nostro Parlamento con la Legge n. 24 del 28 febbraio 2024. La Giornata nazionale dell’agricoltura e la figura dell’agricoltore come custode dell’ambiente si celebrano nella seconda domenica di novembre.
Secondo il legislatore, la giornata intende riconoscere il ruolo fondamentale degli agricoltori per la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, ma anche sollevare l’attenzione sugli effetti negativi dell’abbandono dei territori, dello svuotamento dei borghi rurali e dell’incuria del territorio che aggrava il rischio idrogeologico nel nostro Paese.
Ma non solo. L’agricoltura è anche un baluardo della nostra “sicurezza alimentare”, contro gli interessi economici di chi vorrebbe trasformare il nostro Paese in un giardino per turisti senza più una capacità agricola di rilievo e far dipendere la nostra sussistenza da importazioni alimentari fuori da ogni regola o controllo locale, aprendo le porte a prodotti da coltivazioni OGM, da terreni ricavati con la deforestazione, da allevamenti disumani, o provenienti da Paesi dove i lavoratori agricoli sono sfruttati e senza diritti.
Pur con tutti i limiti dell’agricoltura intensiva che prevale anche in Italia, nel nostro Paese ci sono modelli virtuosi e best practices di agricoltura biologica o di qualità che vanno tutelati e incentivati. Questi agricoltori sono i veri custodi dell’ambiente naturale e vanno sostenuti, con interventi di carattere normativo e fiscale, affinché possano sopravvivere alle logiche di mercato e continuare a fornire ai consumatori prodotti agricoli buoni e sani, che derivano da terreni mantenuti fertili e produttivi con metodi naturali, a fronte del costante abuso di fertilizzanti e pesticidi che distruggono la biodiversità e la vitalità stessa del suolo.
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