• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Giù le mani dall’Artico
Prima pagina
Uomo e pianeta
Ambiente
dalla nostra inviata a san francisco

Giù le mani dall’Artico

Giù le mani dall’Artico
Foto: dans95/fotolia.com

Lavinia Pisani Lavinia Pisani 11 Ago 2015

Se l’amministrazione del Presidente Obama è riuscita a conquistare i cuori degli omosessuali legalizzando il matrimonio tra persone dello stesso sesso, non si può dire lo stesso degli ambientalisti dopo il permesso concesso a Shell per nuove trivellazioni alla ricerca di petrolio e di gas nell’ Artico.
I gruppi di cittadini americani che contestano la decisione recentemente presa si sono radunati in diverse parti d’America, esattamente in 13 Stati, per il “ShellNo Day of Action” nella speranza di riuscire a far revocare la concessione data per l’esplorazione di petrolio e gas nel mare Ciukci, tra la Russia e l’Alaska.
“Shell potrebbe iniziare [a compiere] perforazioni esplorative già dalla settimana prossima, rischiando fuoriuscite devastanti di petrolio e garantendo maggiori emissioni di carbonio nell’atmosfera, indebolendo in questo modo gli obiettivi prefissati dagli Stati Uniti nella lotta contro il cambiamento climatico” scrive la rivista online EcoWatch.
Secondo una ricerca condotta dalla United States Geological Survey (USGS), l’ Artico detiene intorno al 30% del gas naturale nel mondo, insieme al 13% del petrolio e il 22% dei gas naturali liquidi.

Contrarietà e dubbi
Gli esperti indicano l’Artico come uno dei posti più difficili da esplorare, data la remota locazione e l’assenza di porti. Gli attivisti spiegano a The Independent che la pericolosità, soprattutto in caso d’incidenti, nell’avere la base più vicina della Guardia costiera a più di 1.600 km di distanza.
Basti pensare all’incidente del 2012, in cui Shell si è trovata costretta a evacuare il proprio impianto di perforazione a Kulluk. Da allora non vi erano più state richieste di perforazioni nel punto più a Nord della Terra ed è anche per questo che la decisione di Obama sta sollevando molti dubbi.
“È senz’altro un passo importante nella direzione sbagliata” dice Franz Matzner del Natural Resources Defence Council a The Independent. “Dobbiamo andare verso la direzione opposta se siamo seri nel voler affrontare il cambiamento climatico, per non parlare di proteggere il nostro ultimo oceano incontaminato.”
Anche l’ex Vice Presidente Americano Al Gore ha criticato la decisione presa da Obama, definendo il progetto Shell “insane,” ovvero folle.

Noi diciamo di no
La vincitrice del Golden Globe, Keri Russel, insieme al regista nominato all’Oscar Darren Aronofsky, al Direttore Esecutivo del Sierra Club Michael Brune e altri sostenitori, ha recentemente visitato l’Artic National Wildlife Refuge con l’intento di accrescere consapevolezza dell’importanza di mantenere intatto l’ Artico. Oltre a vedere con propri occhi il motivo per cui milioni di americani vorrebbero che l’area venisse protetta, il gruppo ha avuto la fortuna di incontrare grizzly, volpi artiche, bighorn bianchi, aquile di mare e falchi pellegrini.
“Nonostante l’incredibile bellezza che abbiamo avuto la fortuna di osservare durante questo viaggio, abbiamo avuto continui segnali degli effetti devastanti del cambiamento climatico” spiega Brune all’EcoWatch. “A partire dallo scioglimento dei ghiacci, all’inappropriato clima caldo, senza poi parlare della minaccia incombente da parte di Shell. Questo viaggio è stato un chiaro richiamo al fatto che si debba approvare una legge che limiti gli effetti che il cambiamento climatico ha sul territorio”.
Al fine di poter iniziare a trivellare nell’ Artico, Shell deve però ottenere permessi sia da parte del Governo federale, sia dallo stato dell’Alaska.
La speranza è ancora l’ultima a morire.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

Potrebbe interessarti:

Il Made in Italy prodotto per un quarto da mani straniere

Il Made in Italy prodotto per un quarto da mani straniere

A me gli occhi ...e anche le mani

A me gli occhi ...e anche le mani

Liquido detergente igienizzante mani Caviro Extra

Liquido detergente igienizzante mani Caviro Extra

  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}