L’intelligenza non è una prerogativa umana, come dimostrano molti dei casi di cui tratteremo in questo articolo. Una ricerca neozelandese di qualche anno fa ha posto di fronte a dei piccioni un problema in apparenza molto “umano”: oltre a contare, e quindi stabilire che per esempio dopo il tre viene il quattro, gli animali dovevano imparare l’ordinalità. Dovevano, cioè, essere in grado di mettere in ordine due gruppi di simboli con numerosità diverse, anche se il resto dell’esperimento non era stato svolto proprio su quei numeri.
Dopo che avevano imparato questo compito con liste costituite da uno-due o tre oggetti, è stato loro chiesto di ordinare altre liste costituite da gruppi che andavano da uno a nove oggetti.
E i piccioni sono stati in grado di capire che quattro era meno di sette e otto più di sei.
L’utilizzo degli utensili
L’essere umano non è l’unico nemmeno a saper utilizzare strumenti e utensili. Oltre ai nostri cugini primati, sono stati ampiamente studiati, per esempio, i corvi della Nuova Caledonia: non solo anch’essi usano bastoncini modificati per procurarsi insetti e larve, ma sembrano anche essere in grado di combinare elementi diversi per ottenere uno strumento funzionale, come ha suggerito uno studio pubblicato su Scientific Reports.
E ancora, gli elefanti asiatici modificano i rami caduti per usarli come scaccia-mosche mentre alcune popolazioni di delfino si coprono il rostro con spugne per predare sul fondale marino, e le lontre di mare usano sassi per rompere la conchiglia dei molluschi.

Salute e sicurezza
Le nostre capacità umane, quindi non sono esclusive. Nemmeno quelle che riguardano la salute e la sicurezza. Molti degli accorgimenti di sicurezza che stiamo mettendo in atto durante l’attuale pandemia da Covid-19 prendono spunto dalle strategie difensive adottate dalle altre specie. Per esempio, pratiche come il distanziamento sociale, la quarantena e la disinfezione degli ambienti sono presenti da sempre nel mondo animale. Come racconta l’etologo Christian Lenzi nel suo libro “I segreti dell’immunità. Tutto ciò che possiamo imparare dagli animali su igiene e controllo delle infezioni”, i casi più interessanti sono quelli degli insetti sociali.
Le api domestiche, per esempio, sono maestre dell’igiene sia domestica (all’interno dell’alveare) che individuale. La loro struttura sociale permette loro di proteggere dalle infezioni gli individui più fragili (come le larve e la regina), riducendo le interazioni tra i membri della colonia in caso di presenza di virus o parassiti. Inoltre, usano abilmente la propoli, sostanza sintetizzata dalle api a partire dalla resina, che svolge una duplice funzione: serve sia come “cemento disinfettante” per sigillare le celle dell’alveare, ma viene anche impiegata per ridurre i contagi tra i conspecifici.
La quarantena degli scimpanzé
La presenza di un individuo infetto all’interno del gruppo può mettere in serio rischio la salute anche degli altri membri. Lo sanno bene gli scimpanzé, che costringono gli individui malati a una sorta di “quarantena”. La prima ad accorgersi di questa strategia difensiva fu la primatologa britannica Jane Goodall, una delle massime esperte degli scimpanzé in tutto il mondo. Durante i suoi studi in Africa, Goodall osservò che i membri del gruppo tendevano ad allontanare, con una certa violenza ma senza contatto fisico, gli individui che presentavano sintomi da malattia infettiva e che quindi potevano contagiare i loro compagni. Questi individui, una volta superato il periodo di allontanamento e dopo essersi ristabiliti fisicamente, in determinati contesti potevano anche essere riammessi nel gruppo.
La sanificazione dei nidi
Un ultimo esempio affascinante sul controllo delle infezioni arriva dal mondo degli uccelli. Alcune specie, come gli storni neri, si dedicano con grande impegno all’igiene del proprio nido per scongiurare eventuali infezioni (soprattutto in presenza di piccoli). Alcuni dei comportamenti di sanificazione dell’ambiente domestico prevedono la rimozione attiva delle feci, contenute in sacchetti di muco, e l’uso di erbe aromatiche per allontanare microscopici e pericolosi intrusi dal nido (un comportamento chiamato fumigazione che ricorda il nostro uso di incensi).
Insomma sembrerebbe proprio che noi umani abbiamo inventato ben poco in termini di igiene e gestione delle infezioni. Le specie animali ci hanno anticipato da un bel pezzo, mettendo in atto tantissime strategie difensive, in maniera anche più efficace rispetto a noi.
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