Sono in pieno svolgimento a Roma, nella Biblioteca Nazionale, gli “Stati Generali delle Aree protette italiane” organizzati dal Ministero dell’Ambiente.
Le associazioni Club Alpino Italiano, Greenpeace Italia, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, ProNatura, Touring Club Italiano, Worldrise e WWF Italia hanno presentato un documento unitario che affronta i principali problemi delle Aree naturali protette e avanza soluzioni e proposte.
Il ruolo strategico che Parchi, Riserve e siti della Rete Natura 2000 ricoprono per tutelare la straordinaria biodiversità italiana, richiede il massimo impegno da parte delle istituzioni.
Le associazioni chiedono una nuova attenzione per un settore che negli ultimi anni è stato trascurato sotto tanti aspetti a partire dal fatto che dei 24 Parchi nazionali, almeno 10 sono oggi commissariati o privi di un Consiglio direttivo.
Inoltre, il completamento del sistema delle aree protette, sia terrestri che marine, già previste per legge, è attualmente fermo.
Non sono previste estensioni delle aree protette esistenti (unica eccezione negli ultimi anni per il Parco nazionale della Val Grande) e non si sta lavorando per dotare tutti i Parchi di zone contigue (aree pre-parco).
Come riformare la normativa sulle aree naturali protette
Uno dei momenti di confronto negli Stati Generali riguarda la modifica della legge quadro sulle aree naturali protette (Legge 6 dicembre 1991, n. 394) su cui in Parlamento sono state già presentate due proposte di modifica sia dalla maggioranza, sia dalla minoranza. La legge n. 394/91 è indubbiamente una legge di successo che in pochi anni ha consentito di far crescere notevolmente la superficie di territorio italiano protetto. Le associazioni ambientaliste sono sempre state disponibili al confronto su come riformare una normativa con più di 30 anni di vita. Hanno però evidenziato come fosse necessario intervenire soprattutto per renderla più in linea con l’evoluzione europea e internazionale seguita all’approvazione di convenzioni internazionali e di direttive e regolamenti, ma anche per restituirle una necessaria riconfigurazione logica dopo le tante modifiche estemporanee attuate negli anni.
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