Oliver Jeffers è un poeta e autore che scrive libri soprattutto per bambini. Un’attività tutt’altro che facile, soprattutto nei tempi attuali, dove i ragazzini leggono sempre meno e con capacità di concentrazione scarsissime.
Eppure Jeffers, con il suo stile iconico che attinge a piene mani dalla natura, crea storie coinvolgenti, dove la sensibilità diventa la porta per la profondità e per capire meglio la vita, sin dai primi anni.
Di recente ho letto una sua bellissima poesia, magistralmente commentata da Enrico Galliano, che usando come metafora il mondo degli uccelli fa capire al lettore (giovane o meno giovane che sia) in modo delicato e profondo il senso della vita.
“Quando scavi
abbastanza a fondo,
cercando il perché che sta dietro
il perché,
abbastanza volte,
giungi ad una verità, al cuore della questione:
che tutti
non importa da dove vengano,
o cosa credano,
vogliono soltanto le stesse cose.
Un nido,
Uno stormo,
Una posizione,
Una direzione.”
Oliver Jeffers
Solo otto parole, quelle finali, per sintetizzare tutto.
Un nido: cioè una casa, un luogo sicuro che ti protegge ma non ti soffoca, da cui partire liberamente nel volo della vita, ma dove tornare quando ai bisogno di conforto e protezione.
Uno stormo: perché nessuno di noi può e vuole volare da solo. Siamo esseri sociali e nel gruppo di nostri simili, non solo nel corpo ma soprattutto nell’anima, ci sentiamo come un essere unico, pur con mille sfaccettature. Abbiamo bisogno di compagni con cui condividere il volo e l’orizzonte.
Una posizione: perché non basta esserci, bisogna trovare il proprio posto nel mondo. Un posto che abbia un senso, ovvero che dia spazio alle nostre vocazioni profonde, che sono il motivo per cui siamo venuti al mondo.
Una direzione: infine, la possibilità e la direzione in cui esprimere questi nostri talenti, che tutti hanno in modo diverso, perché ognuno di noi è unico e non replicabile. Credere nella nostra creatività, che è quella che da il senso alla nostra vita.
Soffermiamoci un momento e ascoltiamo davvero il suono profondo di queste otto parole.
Scrive Galliano «…Sembra casuale, non lo è: nido e stormo, posizione e direzione, sono termini contrapposti, e invece in questo testo suonano simili, e vicini. Come a dire che a volte lo stormo è un nido, e la direzione, una posizione.Questa poesia è un promemoria: le differenze, i confini, le bandiere, le credenze, sono soltanto strati superficiali. Se scavi abbastanza, trovi l’umanità. La stessa ovunque, la stessa da sempre».
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