È scoppiato una specie di “giallo scientifico” internazionale attorno alla notizia, pubblicata dalla rivista governativa cinese Science and Technology Daily, secondo la quale il gigantesco radiotelescopio “Sky Eye” cinese potrebbe aver captato segnali di alieni intelligenti.
Nel rapporto pubblicato dalla rivista, che cita Zhang Tonjie, scienziato capo di un team di ricerca di civiltà extraterrestri co-fondato dall’Università Normale di Pechino, dall’Osservatorio Astronomico Nazionale dell’Accademia Cinese delle Scienze e dall’Università della California, Berkeley, si sostiene che alcuni segnali elettromagnetici a banda stretta rilevati da Sky Eye nel 2020 e all’inizio di quest’anno nell’ambito dell’osservazione di esopianeti siano ritenuti “sospetti”. Infatti, il radiotelescopio Sky Eye, che sorge nella provincia cinese di Guizhou, con un diametro di 500 metri, è impiegato ufficialmente anche nella la ricerca di vita extraterrestre.
Le affermazioni degli scienziati cinesi sono subito state smentite da un loro collega americano. Dan Werthimer, ricercatore del Search For Extraterrestrial Intelligence (SETI) presso l’Università di Berkeley, in California, e coautore del progetto di ricerca che per primo ha individuato i segnali, ha dichiarato che i segnali radio a banda stretta trovati da lui e dai suoi colleghi «provengono da interferenze radio [umane] e non da extraterrestri».
Delusione dell’opinione pubblica?
La notizia della possibile origine aliena dei segnali era diventata rapidamente virale, diffondendosi sui media statali cinesi e sulla piattaforma di social media cinese Weibo, prima di essere riportate dalla stampa internazionale. Sembra che ora Science and Technology Daily abbia cancellato il rapporto e i post sulla presunta scoperta.
I segnali di tracce tecnologiche di civiltà extraterrestri provenienti dall’esterno della Terra avevano entusiasmato molte persone in giro per il mondo, forse alla ricerca di una via di uscita “esterna” ai tanti problemi che affliggono l’umanità.
Lo conferma anche la grande attenzione di questi ultimi anni sugli Ufo, ora ribattezzati Uap (Unidentified Aerial Phenomenon – fenomeni aerei non identificati) forse per ridare loro una credibilità perduta. NASA e Pentagono, infatti, stanno prendendo sul serio i tre video pubblicati nel 2017 dal New York Times, che il Pentagono ha ufficialmente dichiarato di “oggetti non identificati”.
Il Pentagono è arrivato ad affermare che gli Ufo sono “Una minaccia alla sicurezza”, presentando un rapporto ufficiale sugli Uap che ha catalogato più di 140 oggetti volanti che non è stato in grado di identificare.
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