Già fortemente minacciate dalla distruzione del loro habitat e dal bracconaggio, anche le grandi scimmie sono potenzialmente vulnerabili al Covid-19.
Il 75% dei virus sono zoonosi, ovvero malattie infettive trasmesse dagli animali all’uomo e la loro origine può essere facilmente correlata a vari fattori. Tra questi, la deforestazione, attraverso la quale vengono aperte strade in foreste altrimenti impenetrabili, ma anche l’esistenza di mercati in cui gli animali vengono tenuti in condizioni estreme, situazione che facilita anche i contatti fra specie che normalmente non entrano in relazione fra loro.

Gli operatori dello Chimpanzee Conservation Centre (CCC), dotati di mascherine per tutelare i primati. Molte malattie comuni agli uomini, come anche un semplice raffreddore, sono facilmente trasmissibili agli scimpanzè e per loro fortemente debilitanti. Foto F. Daldon
Geneticamente simili a noi
Le grandi scimmie – scimpanzè, bonobo, gorilla ed oranghi – sono geneticamente molto simili all’uomo. Anche loro come noi possono contrarre facilmente malattie infettive, soprattutto respiratorie.
In passato questi animali hanno regolarmente sofferto di epidemie dovute al contatto con l’uomo. Ne sono un esempio il gran numero di scimpanzè e gorilla morti per il virus Ebola negli anni Duemila. In alcune zone dell’Africa oltre il 95% dei gorilla sono stati decimati da questa malattia.

La volontaria veterinaria Emeline Chanove assieme a Simon in un momento di riposo nella foresta. Il piccolo scimpanzé fu salvato nel 2018 dai bracconieri grazie al progetto Guinee Application de la Loi Faunique (GALF). Si tratta di uno dei giovani primati di cui si prende cura lo Chimpanzee Conservation Centre (CCC) in vista di un futuro ritorno in natura. Foto F. Daldon
Fermato il turismo con i grandi primati
Sebbene non sia ancora noto se le grandi scimmie possano contrarre questo ceppo di Coronavirus, questa malattia rappresenta un’ulteriore grave minaccia alla loro estinzione.
Come misura preventiva il turismo con i grandi primati ad oggi è chiuso e le ricerche sul campo limitate.
L’epidemia ha avuto un profondo effetto anche sui centri di recupero di questi animali, attraverso un drastico calo delle donazioni internazionali, una riduzione dello staff e la necessità di utilizzare speciali protocolli sanitari.
Un mix letale che sta mettendo alcuni di questi centri davanti alla reale possibilità di chiusura.
Proteggere le grandi scimmie significa proteggere una fetta importante della biodiversità del nostro pianeta ed è una sfida che non possiamo permetterci di perdere.
La raccolta fondi per sostenere il lavoro del Chmpanzee Conservation Centre è svolta da due organizzazioni no-profit: Project Primates Inc e Project Primates France.
Per maggiori informazioni su come supportare questo progetto, clicca qui
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




