Oggi è il 4 agosto e nel calendario internazionale delle giornate mondiali dedicate agli animali si celebra il gufo o meglio tutto quel complesso universo di predatori della notte che gli ornitologi hanno classificato e nominato come Strigiformi.
La giornata mondiale del gufo serve per focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica su questo gruppo di uccelli che nel corso degli ultimi due decenni si è lasciato alle spalle, in buona parte, secoli di maldicenze, luoghi comuni ed altre considerazioni negative legate alla sfortuna.
Questa evoluzione della consapevolezza del ruolo ecologico dei rapaci notturni si è affermata grazie alla grande opera di divulgazione compiuta da riviste, reti televisive, naturalisti che attraverso i loro libri hanno aperto un nuovo canale di comunicazione che ci permette oggi di avere un’opinione diversa.
Ma se da un lato c’è stato un cambiamento dell’opinione generale dall’altro si sono acuiti i problemi di sopravvivenza e di coesistenza tra uomo e rapaci notturni.
Per capire quali sono i principali problemi di questi animali, abbiamo intervistato un nostro collaboratore storico, Marco Mastrorilli, premiato nel 2015 in Minnesota come miglior esperto mondiale di gufi e autore di oltre 20 libri sul tema.
La Rivista della Natura – Marco, la giornata mondiale del gufo cosa può insegnare al grande pubblico, sul mondo dei rapaci notturni?
Marco Mastrorilli – I rapaci notturni sono animali che da sempre suscitano emozioni forti nel genere umano non fosse altro per gli occhi frontali che rendono questi uccelli spiccatamente zooantropomorfi. Il messaggio più importante che deve arrivare al pubblico è che per molte specie di rapaci notturni, fortemente specializzate, la vita risulta difficile poiché sono legate a ecosistemi che il cambiamento climatico e l’impatto delle attività umane stanno portando al collasso. Pensate che su circa 270 specie di rapaci notturni che vivono nel mondo la maggior parte sono legati agli ambiti delle foreste tropicali, che sappiamo fortemente minacciate dall’uomo. Alcuni di questi rapaci, come diverse specie di assioli, sono endemismi che vivono su piccole isole nell’Oceano Indiano o Pacifico e talvolta la popolazione globale è relegata in una sola e piccola foresta con popolazioni che contano meno di 50 individui, come nel caso dell’assiolo di Siau (Otus siaoensis), a rischio estinzione.
RdN – Com’è la situazione dei rapaci notturni in Italia?
M.M. – In Europa vivono 14 specie di Strigiformi e di queste ben 10 sono presenti anche nella nostra penisola.
La situazione delle popolazioni italiane è da tenere sotto monitoraggio poiché una di queste, il barbagianni (Tyto alba), è in forte declino in tutto il nord Italia ma anche nel centro-sud sembra manifestare segni di sofferenza. Un po’ meglio è la situazione in Sicilia e Sardegna.
Le due specie più diffuse sono l’allocco e la civetta e in risalita dal punto di vista demografico abbiamo anche il gufo comune, specie molto eclettica, sia nella dieta che nella scelta degli ecosistemi.
RdN – Quali sono le minacce più gravi in Italia per i rapaci notturni? E cosa possiamo fare?
M.M. – I rapaci notturni nel nostro Paese possono avere diverse problematiche di coesistenza con l’uomo e in alcuni casi mancano dati scientifici che possano confermare alcune tristi tendenze rilevate in Europa.
Sappiamo, per esempio, che la mortalità stradale per barbagianni, civette, assioli è molto elevata e localmente può far decrescere le popolazioni. Altrettanto grave sono le perdite dei siti riproduttivi e per alcune specie possiamo intervenire aiutando i rapaci con nidi artificiali specifici. Un drammatico problema che passa sotto silenzio è la mortalità per avvelenamento da rodenticidi, i cosiddetti veleni per topi, potenzialmente rilevante come dimostrato all’estero. Gli studi condotti nell’Europa centrale hanno evidenziato che produce mortalità molto elevata. In Italia non abbiamo ancora dati scientifici rilevanti ma il problema è certamente presente.
Ne parlerò oggi a Villa De Angeli Frua di Laveno Mombello, sul Lago Maggiore, dove celebreremo la Giornata mondiale del gufo. Penso che queste giornate e qualsiasi evento per sensibilizzare il pubblico possano essere molto importanti perché la conoscenza aumenta la consapevolezza del nostro doverci impegnare nel difendere la natura, e indirettamente anche i gufi.
RdN – Per chi volesse approfondire le tematiche sui rapaci notturni?
M.M. – Nel mio sito www.mastrorilli.it c’è una sezione download con molto materiale da scaricare, tutto gratuito, dai canti a vere e proprie pubblicazioni. Credo così tanto nella divulgazione per salvaguardare i gufi da aver creato anche un canale YouTube: Gufotube, 100% gufi!
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