I “paradisi degli uccelli selvatici” che la Lipu ha individuato in Italia sono 240 aree per oltre 9.3 milioni di ettari che, nel caso dell’ambiente terrestre, raggiunge il 23% del territorio nazionale. (+50%). Rispetto all’inventario del 2002 se ne sono aggiunte 113 (+50%). Sono le “Important and biodiversity areas” (acronimo: Iba).
Il nuovo inventario redatto dalla Lipu descrive le aree ornitologiche più importanti in Italia per la nidificazione, la sosta e la migrazione degli uccelli selvatici, essenziali come riferimento per l’individuazione di nuove aree protette ai sensi della Strategia europea per la biodiversità.
Le regioni con il maggior aumento di questi preziosi siti ornitologici sono le Marche (+18 siti), la Sicilia (+16), la Sardegna (+15) e l’Emilia-Romagna (+13), grazie al miglioramento delle conoscenze ornitologiche locali, in particolare per le specie che necessitano maggiormente di strategie di conservazione. Tra le Iba più estese si registrano la Maremma viterbese, nel Lazio, il Castel di Judica e Lago Ogliastro, in Sicilia, e il Monte Etna, in Sicilia.
Elementi fondamentali per l’individuazione delle Iba sono 116 specie ma, in particolare, quelle a più alto valore conservazionistico come la gallina prataiola, una specie della famiglia delle otarde, molto rara e presente nella sola Sardegna, dove soffre un forte declino nelle principali aree di riproduzione; l’astore sardo, una sottospecie di rapace endemica dell’isola omonima; l’ortolano, specie in forte declino e tipica degli ambienti agricoli marchigiani; e l’albanella minore, un rapace a rischio a causa della mietitura anticipata dei campi di fieno dove costruisce il nido.
Ma anche la coturnice, la coturnice siciliana, la berta minore, il marangone minore, il gabbiano corso e il lanario.
Sono stati inoltre riconosciuti nuovi habitat, tra cui steppe e zone collinari incolte che svolgono un ruolo cruciale nel sostenere queste specie.
Da ricordare le azioni di conservazione positive che la Lipu ha effettuato in questi anni, come quelle relative all’aquila di Bonelli, il pollo sultano, la cicogna bianca, gli aironi (su tutti spatola e airone bianco maggiore), l’albanella minore, il grillaio e il falco cuculo.
«L’aggiornamento delle Iba arriva in un momento critico per gli obiettivi di biodiversità, sia a livello nazionale che in tutta l’Unione europea» dichiarano Claudio Celada, direttore Area Conservazione natura della Lipu e Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca della Lipu.
Il nuovo inventario delle Iba non deve essere solo un aggiornamento, ma anche uno strumento per agire. Il monitoraggio di questi siti aiuta infatti anche a identificare le esigenze di ripristino, garantendo un approccio più olistico che integra conservazione, ripristino e coinvolgimento della comunità. Ciò può garantire che gli obiettivi di ripristino della natura siano raggiunti in modo strategico ed efficace, in linea con il livello di ambizione del Regolamento sul Ripristino della natura e l’obiettivo 2 del quadro globale sulla biodiversità.
Tutti i siti aggiornati sono disponibili su BirdLife DataZone, dove è possibile consultare schede informative dettagliate e mappe interattive.
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