L’arrampicata su ghiaccio è una disciplina affascinante, che attrae molti appassionati nella risalita lungo couloirs (canaloni), goulotte (canalini), seracchi o cascate. Affrontare le cascate di ghiaccio richiede, però, un approccio consapevole e preparato.
Ecco alcuni suggerimenti delle Guide Alpine, fondamentali per affrontare al meglio le prime cascate e cominciare ad acquisire una maggiore capacità di valutazione, adattandosi alle condizioni ambientali in continua evoluzione.
Le cascate di ghiaccio sono colate d’acqua che, con il freddo invernale, si trasformano in strutture effimere e verticali su cui è possibile arrampicare con apposita attrezzatura come piccozze e ramponi.
Sono ambienti affascinanti, le cascate sono strutture effimere, che appaiono e scompaiono, che regalano un’esperienza intensa, severa e spettacolare. Chi le scala cerca avventura in un contesto unico. Ma sono anche ambienti mutevoli e molto tecnici: per questo, imparare ad individuare i pericoli e riconoscere le giornate critiche è essenziale per praticare questa disciplina con consapevolezza.
Il Collegio Nazionale Guide Alpine (Conagai) fornisce alcune informazioni basate sull’esperienza di professionisti come le guide alpine. Con la consulenza di Francois Cazzanelli, guida alpina della Valle d’Aosta e della Società Guide Del Cervino, il Conagai offre alcuni consigli utili a chi si avvicina a questa disciplina in particolare su come valutare le caratteristiche del ghiaccio, i segnali di instabilità e come pianificare con attenzione la salita.
- © Martino Peterlongo
- © Damiano Levati
Alcuni consigli utili per i neofiti del ghiaccio
- Gli ice park e le falesie di dry tooling offrono un ambiente relativamente più sicuro, o meglio con minori pericoli oggettivi, e anche più moderno, che attira e facilita i primi passi dei principianti. Il dry tooling è una disciplina in cui si arrampica su roccia, terreno misto o strutture artificiali usando piccozze e ramponi, anziché mani e scarpette. Nasce come allenamento per il ghiaccio e per le grandi salite alpine, perché permette di praticare movimenti simili in un ambiente più controllato e accessibile.
- I rischi oggettivi dell’arrampicata su ghiaccio sono legati alla stabilità della cascata e alle condizioni meteorologiche. Serve tanta, tanta esperienza. Bisogna costruire progressivamente le proprie competenze. Imparare a valutare le condizioni, a scegliere dove salire, a capire lo stato del ghiaccio e dove le protezioni possono tenere; tutto questo richiede occhio e pratica, per questo l’esperienza è fondamentale.
- Le temperature, le precipitazioni e l’esposizione al sole possono alterare rapidamente la consistenza del ghiaccio, rendendolo più fragile e soggetto a crolli. Il ghiaccio blu e con un buono spessore solitamente è ben formato, mentre quello bianco o lattiginoso indica fusione e deperimento. Strutture di ghiaccio sottili, o dove vediamo scorrere dell’acqua sotto, segnalano che la cascata è ancora in formazione e non va salita. Con temperature estremamente fredde, le tensioni interne aumentano e il ghiaccio può cedere anche solo con il passaggio di un singolo scalatore, perciò è sempre necessario valutare con grande attenzione.
- Buona osservazione e conoscenza dell’ambiente sono fondamentali. Il colore del ghiaccio, la presenza di crepe a monte o a valle della cascata e rumori anomali indicano fragilità e possibili cedimenti. Anche le condizioni meteorologiche giocano un ruolo fondamentale: giornate con forte irraggiamento solare o sbalzi termici possono rendere il ghiaccio instabile.
- L’utilizzo delle viti da ghiaccio è una competenza che si acquisisce solo con anni di pratica. Non basta saperle inserire: è necessario valutare lo stato del ghiaccio. Il ghiaccio sottile, poco profondo o alveolato può risultare inaffidabile, perché la vite deve essere inserita interamente per essere ferma e non deve incontrare spazi vuoti nella sua lunghezza. Un buon indicatore è la carota che esce quando si inserisce il chiodo: se è piena, compatta e uniforme, significa che la vite terrà bene; se si incontrano vuoti o bolle d’aria, la vite sarà poco affidabile.
- Il pericolo di valanghe nelle zone circostanti rappresenta un ulteriore elemento da considerare attentamente nella scelta del proprio itinerario. Molte cascate si trovano in canaloni o zone esposte, dove il pericolo di valanghe è reale. Se il rischio indicato è superiore a 3 o 4, è meglio rinunciare.
- Il periodo ideale per praticare l’arrampicata sulle cascate di ghiaccio è quando fa freddo in modo continuo ma non estremo. Le giornate con rialzi termici importanti hanno sicuramente dei rischi maggiori. In passato la stagione andava da dicembre a marzo; oggi è molto più breve e irregolare, soggetta a cambiamenti repentini.
- Per affrontare una cascata di ghiaccio è necessaria un’attrezzatura completa: ramponi e piccozze da ghiaccio per la progressione, imbragatura e due mezze corde, viti da ghiaccio per proteggersi durante la salita e tutto il materiale utile ad allestire gli ancoraggi.
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