C’è stato un tempo in cui si era convinti che in un remoto passato la Terra fosse stata abitata da uomini giganti, in cui si dava per certa l’esistenza dei draghi, e in cui i fossili di pesci e conchiglie trovati sulle vette montuose fossero considerati resti del diluvio universale.
Oggi di fronte a queste balzane interpretazioni della vita del passato ci viene da sorridere, ma bisogna tener presente che fino ai primi decenni del XIX secolo la scienza della paleontologia non esisteva, e che tante elucubrazioni su antichi reperti fossero legate in gran parte alla fantasia interpretativa di chi per primo li scopriva e li osservava.
In Sicilia c’era il mito dei ciclopi, giganteschi pastori dotati di un unico occhio, legati ai racconti omerici ma verosimilmente nati da fantasticazioni sui crani fossili di elefanti nani che un tempo popolavano la Sicilia, e il cui un grande foro frontale, necessario per ospitare l’attacco della muscolatura della proboscide, poteva facilmente trarre in inganno ed essere scambiato per un’orbita. C’era la megafauna del Pleistocene, i cui grandi resti ossei vennero interpretati nei modi più disparati ma sempre legati ai miti del passato, e c’erano tante piccole curiosità e misteri celati nelle viscere della terra che, quando tornavano alla luce, creavano più di un grattacapo a studiosi ed eruditi.
Concetti come evoluzione o estinzione sono relativamente recenti nella storia del pensiero biologico, e anche l’età stessa della Terra per secoli è stata ritenuta molto più breve di quanto sia in realtà, rendendo spesso indecifrabili le testimonianze fossili del suo passato.
A raccontare una lunga serie di errori e interpretazioni fantasiose arriva un saggio insolito, intitolato Ossa di drago, lingue di pietra e altri abbagli – Scoperte, curiosità ed errori prima della nascita della paleontologia, ad opera di Diego Sala e pubblicato da Codice Edizioni. L’autore è un giornalista, attualmente in forza al Muse di Trento, e in questo libro elenca, con ironia e grande amore per il dettaglio, alcuni dei più sorprendenti “abbagli” presi dall’umanità nel tentativo di interpretare i resti del passato.
Ci sono studiosi coraggiosi e progressisti, ci sono personaggi dogmatici e legati alle convinzioni dei loro tempi, ci sono ingenui e anche qualche truffatore, e l’intreccio di storie che racconta la presa di coscienza sul passato del nostro pianeta ci fa capire quanto questa sia arrivata in seguito a un processo tortuoso, mai lineare, spesso sorprendente. Una lettura adatta ai curiosi e agli amanti degli aneddoti scientifici, ma che può essere di grande ispirazione anche per chi ama la storia o per gli appassionati di quei piccoli dettagli di cui essa è costellata, delle note a margine, dei dettagli persi lungo il percorso che però meritano di essere riscoperti e apprezzati.
“Ossa di drago, lingue di pietra e altri abbagli – Scoperte, curiosità ed errori prima della nascita della paleontologia”
di Diego Sala
320 pagine, 21 Euro
Codice Edizioni 2025
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