Il simbolo nazionale della Nuova Zelanda è un uccello che non vola, l’Apteryx (dal greco “privo di ali”) comunemente noto come kiwi o atterigi. Il Paese insulare dell’Oceania lotta per salvare il suo uccello nazionale: in Nuova Zelanda sono rimasti solo 70.000 kiwi selvatici, ma grazie al grande sforzo di conservazione il loro numero è in aumento.
Wellington, la capitale della Nuova Zelanda sullo stretto di Cook, ha potuto rivedere per la prima volta in un secolo i kiwi tornare ad aggirarsi sulle colline circostanti, dopo che sono stati eliminati i predatori invasivi dai dintorni della capitale.
Un migliaio di anni fa, infatti, in assenza di mammiferi predatori le isole brulicavano di uccelli. L’arrivo dei polinesiani nel 1200 e degli europei qualche centinaio di anni dopo ha portato i ratti che, oltre a uccidere beccaccini e petrelli, rosicchiavano i i semi e le bacche, lasciando ben poco da mangiare agli uccelli nativi.
Gli opossum, introdotti per la pelliccia, hanno spogliato gli alberi. I conigli si sono riprodotti numerosi divorando prati e recinti. Gli ermellini, introdotti per uccidere i conigli, uccisero invece scriccioli, tordi, gufi e quaglie. La popolazione di uccelli nativi senza volo, come il kiwi, è crollata.
Nonostante l’uccello sia un amato simbolo nazionale, perché tenace, resistente, adattabile, tutti valori che i neozelandesi considerano propri, pochi di loro ne hanno potuto vedere uno in natura.
Finalmente oggi il numero di esemplari in natura sta aumentando di nuovo grazie a più di 90 iniziative governative e private che lavorano a livello nazionale per proteggerli, come il Capital Kiwi Project.
Il progetto per salvarli ha richiesto uno sforzo articolato e prolungato. Innanzitutto il Capital Kiwi Project ha dovuto affrontare i nemici naturali del kiwi che si aggirano nel sottobosco. I proprietari locali di cani sono stati invitati a partecipare a sessioni per insegnare ai loro animali a stare alla larga dai kiwi durante le passeggiate. Il progetto ha poi dovuto contenere la popolazione di ermellini. Un kiwi adulto può combattere un ermellino usando le sue potenti zampe e gli artigli affilati, ma un pulcino non ha alcuna possibilità di sopravvivere.
Lo scorso novembre il numero di predatori è sceso abbastanza da permettere al progetto di rilasciare il primo gruppo di kiwi. Gli uccelli provenienti da un programma di riproduzione in cattività sono stati accolti a Wellington con una cerimonia tradizionale Maori e rilasciati in natura. I controlli effettuati successivamente hanno mostrato che la prima ondata sta prosperando.

L’ambientalista Paul Asquith trattiene un kiwi bruno dell’isola del Nord (Apteryx mantelli) sull’isola di Motuora, in Nuova Zelanda. © David Craig/CC BY-SA 2.0
Iconici e bizzarri
I kiwi della Nuova Zelanda sono tra gli uccelli più insoliti al mondo. Alcune delle caratteristiche uniche dei kiwi sono:
- le narici alla fine del lungo becco
- le piume simili a capelli
- le zampe corte, spesse e muscolose con artigli affilati
- le ali quasi completamente atrofizzate
- non ha la coda.
I kiwi appartengono all’ordine degli Apterygiformes. Il genere comprende cinque specie e due sottospecie:
- il kiwi australe o kiwi bruno (Apteryx australis);
- la sottospecie endemica dell’isola del Sud (Apteryx australis australis);
- la sottospecie endemica dell’isola Stewart (Apteryx australis lawryi);
- il kiwi bruno dell’isola del Nord (Apteryx mantelli);
- il kiwi bruno di Okarito (Apteryx rowi);
- il kiwi maculato minore (Apteryx owenii);
- il kiwi maculato maggiore (Apteryx haastii).
Sono uccelli notturni ed elusivi, che raramente si riescono a osservare in natura. Hanno strani comportamenti per essere degli uccelli: per esempio, scavano una tana come i mammiferi. Fanno delle uova enormi (circa il 20% del peso della femmina) rispetto alla loro dimensione, paragonabile a quella di un pollo domestico. Il kiwi è molto longevo, può vivere tra i 25 e i 50 anni.
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