Nelle acque dei laghi italiani, presi a campione dal progetto Life Blue Lakes, Bracciano, Trasimeno e Piediluco, le microplastiche sono presenti in circa il 98% dei campioni raccolti.
Il programma che ha coinvolto Italia e Germania con l’obiettivo di prevenire e ridurre le microplastiche nei laghi è stato finanziato dalla Commissione Europea e guidato da Legambiente, e ha visto come partner l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale.
Le microplastiche sono frammenti di plastica con un diametro inferiore a 5 mm, che derivano principalmente dall’immissione diretta nell’ambiente dei prodotti che le contengono, per esempio molti cosmetici, o dal lavaggio di capi d’abbigliamento sintetici e dall’usura degli pneumatici (microplastiche primarie); oppure sono il risultato della frammentazione e degradazione dei rifiuti di plastica abbandonati in natura (microplastiche secondarie).
Le microplastiche rappresentano un crescente problema ambientale nei mari, ma anche nelle acque interne dei laghi italiani.
Questi dati sono contenuti nel Libro Bianco dei Laghi, volto a rafforzare la governance di gestione delle risorse idriche per rendere da subito operative le azioni sperimentate nel progetto e le proposte d’intervento nei diversi settori interessati dal fenomeno.
Microplastiche non solo in mare
Avviato nel 2019, il progetto è nato dalla consapevolezza che la maggior parte delle ricerche si concentra sugli impatti delle plastiche negli ecosistemi marini, lasciando in secondo piano il ruolo delle acque dei laghi.
Nei bacini lacustri monitorati dal progetto, sono stati trovati principalmente frammenti di polietilene, che dalle caratterizzazioni chimico-fisiche sono risultati riconducibili alle vecchie buste di plastica, fuorilegge dal 2011, ma che ancora galleggiano nelle nostre acque.
«L’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, insieme a tutti i partner coinvolti nel progetto LIFE Blue Lakes, è fermamente impegnata nell’attuare azioni concrete per affrontare la problematica delle microplastiche e garantire la tutela delle acque superficiali e sotterranee dall’inquinamento» ha annunciato Marco Casini, Segretario dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale
Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha puntato l’attenzione sulla ricerca scientifica e sulla raccolta dei dati: «Sebbene la ricerca sulle microplastiche nelle acque interne si sia ampliata negli ultimi anni, molto resta ancora da comprendere sulle dinamiche di distribuzione delle microplastiche in questi ambienti e a livello di bacino. È fondamentale che i responsabili politici diano priorità all’ulteriore progresso dello stato della ricerca, inserendo le microplastiche tra i parametri di monitoraggio previsti dalla normativa a livello europeo e nazionale e sostenendo la standardizzazione dei metodi di misurazione e la cooperazione internazionale e interdisciplinare»
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