Nome
Astore (Accipiter gentilis)
Descrizione
L’Astore è un rapace di medie dimensioni, con un’apertura alare ampia (fino a 122 cm) che consente un potente battito durante il volo. La lunga coda lo agevola nel volo all’interno di intricate foreste. Il colore del piumaggio varia in base all’età: grigio nell’adulto, bruno nel giovane.
Fenologia
Sedentario e dispersivo, parzialmente migratore con le popolazioni localizzate nel Circolo Artico e nell’ex-Unione Sovietica che effettuano spostamenti di varia portata verso aree più meridionali.
In Italia l’Astore è sedentario e nidificante, migratore regolare e svernante.
Habitat
Nidificante in complessi boscati maturi di varia natura e composizione, l’Astore predilige boschi di conifere puri (Abete rosso e Abete bianco) o misti a latifoglie, generalmente maturi e non soggetti a disturbo antropico. In Italia settentrionale la specie sta recuperando habitat riproduttivi sia nella fascia alpina e prealpina sia nei boschi planiziali, anche vicini a contesti urbanizzati.
Distribuzione
L’Astore in Europa è ampiamente diffuso dal Mediterraneo alla Lapponia e dal Portogallo agli Urali. In Italia la specie è distribuita su tutto l’arco alpino, localizzata nelle Alpi Lepontine meridionali e sull’Appennino, soprattutto nei settori centro-settentrionali, mentre è più rara a sud. In Sardegna nidifica la sottospecie A. g. arrigonii. La specie è invece assente dalla Sicilia.
Stato di conservazione
Il quadro dello stato di conservazione in Europa è variegato, con declini in alcuni Paesi centro-orientali e in Fennoscandia e tendenze positive in vaste aree; attualmente, nel complesso, la situazione della specie non desta preoccupazione in Europa L’abbandono di ampie porzioni di territorio agricolo ha comportato, negli ultimi decenni, un forte incremento della superficie forestale a vantaggio della specie.
L’Astore sembra tollerare interventi forestali effettuati in autunno e in inverno se questi non modificano nei pressi del nido superfici di foresta superiori al 30%. In caso contrario la specie si trasferisce, selezionando per nidificare i complessi forestali più vicini e maturi, generalmente entro 1,5 km di distanza dal sito precedente. Pertanto risulta importante posticipare gli interventi selvicolturali a partire dalla fine di luglio per evitare disturbo alla nidificazione.
di Fabio Casale, Fondazione Lombardia per l’Ambiente
Supervisione scientifica: Giuseppe Bogliani, Università degli Studi di Pavia
tratto da:
Casale F., 2015. Atlante degli Uccelli del Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Parco Lombardo della Valle del Ticino e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.




