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Il castello invisibile

Il castello invisibile
Il Castello della Pietra ©De Ambrosis

Cesare De Ambrosis Cesare De Ambrosis 23 Gen 2020

Il Castello della Pietra è una fortificazione medioevale, probabilmente risalente al 1100, situata in posizione dominante sulla Val Vobbia, nell’omonimo comune ligure in provincia di Genova.

Tante volte ho percorso in bicicletta la strada provinciale (SP8) tra Isola del Cantone e Vobbia senza mai scorgerlo, anche a causa della vegetazione che circonda la strada.

Fu qualche anno fa che, grazie alle indicazioni di un ciclista locale, riuscii finalmente a localizzarlo e ne rimasi stupefatto.

In posizione inespugnabile

Il castello è stato edificato a controllo di una importante via di comunicazione del passato tra la Liguria e la Pianura Padana, percorsa da traffici commerciali e pellegrinaggio.

Sorge tra due bastioni di conglomerato roccioso che sembrano inglobarlo, così da risultare un tutt’uno difficile da distinguere. Il castello risultava praticamente inespugnabile.

Infatti, chi avesse avuto l’ardire di conquistarlo, se anche fosse riuscito a oltrepassare il ponte levatoio e il portone d’ingresso, si sarebbe trovato intrappolato in uno spazio circoscritto. Dove sarebbe stato sommerso di pietre e olio bollente.

Lo si raggiunge esclusivamente a piedi, grazie a un facile sentiero in salita che si percorre in 20 minuti.

©De Ambrosis

Un po’ di storia

Non si hanno notizie certe sulla sua origine; i più ritengono che sia stato costruito tra il Mille e il Millecento dai Vescovi Corti di Tortona per respingere gli attacchi saraceni.

In un antico documento del 1252 si fa menzione di un feudatario: Opizzone della Pietra, la cui famiglia ereditò tale nome proprio in seguito al possesso di questa formidabile fortezza.

Dopo la scomparsa di Guglielmo della Pietra, il castello passò alla famiglia Spinola fino al 1518, poi fu lasciato per testamento alla famiglia Adorno.
Nel 1797, quando le truppe francesi giunsero in loco e per volere di Napoleone Bonaparte vennero aboliti i feudi imperiali liguri, l’ultimo castellano, Michele Bisio, abbandonò il maniero che dopo qualche anno fu dato alle fiamme, avviandosi così la progressiva rovina.

I ruderi dell’antico castello restarono comunque di proprietà Adorno fino al 1882 quando fu ceduto alla famiglia Cusani Visconti. Il 21 maggio 1919 il proprietario Luigi Riva Cusani lo vendette a Giovanni Battista Beroldo di Vobbia.

La famiglia Beroldo lo donò poi al Comune di Vobbia nel 1979. Fu poi restaurato dal Comune e aperto al pubblico a partire dal 1994.

La visita

Nel mese di marzo di alcuni anni fa, durante una gita ciclistica nella zona, ho nascosto la mia bicicletta nel bosco che costeggia la strada e sono salito a piedi fino alla base del muraglione del castello.

Purtroppo ho trovato l’ingresso sbarrato e non ho potuto visitare il suo interno, ma la suggestione del posto, l’arditezza della sua posizione e la bellezza degli speroni rocciosi che lo custodiscono hanno appagato abbondantemente la mia fatica.

Il Castello, che rientra nel territorio del Parco Naturale Regionale dell’Antola, dall’anno 2008 è gestito dall’ Ente Parco che, tramite la Cooperativa “Castello della Pietra”, da aprile a ottobre, di domenica e nei giorni festivi, organizza visite guidate.

D’estate nel castello si svolgono manifestazioni storiche ed è attivo un punto ristoro che promuove i prodotti tipici del Parco.

Se capiterete da quelle parti, dalla strada provinciale lanciate spesso occhiate verso l’alto e improvvisamente, dietro una curva, la sagoma del castello si staglierà in mezzo all’imponenza della montagna che la custodisce.

Tassativo programmare una gita al castello durante la bella stagione e con una giornata di sole, informandosi prima sulla effettiva apertura del sentiero e del cancello.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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