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TOSCANA

Il Castello di Poppi

Il Castello di Poppi
Il castello di Poppi, dove soggiornò anche Dante.

Cesare De Ambrosis Cesare De Ambrosis 6 Apr 2021

Per continuare il nostro giro d’orizzonte sui più impressionanti castelli d’Italia, non potevo tralasciare quello dei Conti Guidi a Poppi.

Poppi è un grazioso borgo toscano situato nel Casentino in provincia di Arezzo. Il centro storico è costruito su di un colle e per raggiungerlo bisogna attraversare un ponte che passa sopra il fiume Arno, un Arno che qui è magro di acqua essendo pochi chilometri più in basso della sua sorgente, che si trova sul monte Falterona.

Gran parte della storia di Poppi si mescola alle vicende della famiglia dei conti Guidi. Infatti furono loro i dominatori del borgo a partire dal 1191 fino all’anno 1440. Anche l’aspetto del borgo medioevale è caratterizzato dalla signoria dei conti Guidi, infatti nell’anno 1200 il conte Simone da Battifolle iniziò la trasformazione del cassero del castello in residenza signorile. Sempre a lui, a partire dal 1261, si deve la costruzione della cerchia muraria del paese con cinque porte d’accesso. Attualmente le porte sono ridotte a quattro.

Il paese medioevale

Il paese medioevale di Poppi.

La parte medioevale di Poppi è caratterizzato da un assetto urbano a forma di elle dove troviamo, agli opposti estremi, da un lato il Castello e dall’altro l’Abbazia di San Fedele. Le prime notizie su questa chiesa risalgono al X secolo, fu poi man mano ingrandita nei secoli seguenti fino ad essere internamente modificata in stile barocco. L’abbazia fu soppressa nel 1810 e ridotta a semplice parrocchia. Negli anni ’30 del 1900 l’architetto Giuseppe Castellucci la riportò all’originario stile romanico.

L’Abbazia di San Fedele. © Luca Aless/CC BY-SA 4.0

Proprio nel centro storico di Poppi ci s’imbatte in un armonioso tempio di forma esagonale, coperto da una cupola e circondato su tre lati da un loggiato, si tratta della chiesa della Madonna del Morbo risalente al 1657.

L’austero castello dei Conti Guidi

Castello dei Conti Guidi. © Mongolo1984/CC BY-SA 4.0

Ma il vero e incontrastato simbolo di Poppi è il castello dei Conti Guidi che domina l’abitato ed è visibile da lontano lungo tutta la valle del Casentino dove scorre l’Arno.

Dall’aspetto severo e imponente, questo castello appare scuro contro il cielo, nel suo mantello di pietra con cui fu costruito a partire dalla fine del XII secolo. Lo stato attuale non dovrebbe essere dissimile da quello originario, soltanto la sua torre alta oltre 50 m. è stata ricostruita, nella parte superiore nel 1800, perché danneggiata da un fulmine e dotata di una cella campanaria.

Non è storicamente confermato, ma l’asimmetria stilistica della facciata, fa suppone che sia stata realizzata da due differenti architetti in successione: prima Lapo di Cambio, poi Arnolfo di Cambio. Quest’ultimo avrebbe utilizzato questo castello come modello per la realizzazione di Palazzo Vecchio a Firenze.

Qui soggiornò anche Dante

Castello dei Conti Guidi. © Mongolo1984/CC BY-SA 4.0

Anche il nostro sommo poeta Dante Alighieri è stato ospite per un anno: nel 1310, del Conte Guido di Simone da Battifolle, proprio in questo maniero.

Dal portone d’ingresso, sormontato da un bassorilievo che raffigura un leone, si accede alla corte interna. Balza subito all’occhio l’imponente scalone realizzato alla fine del XV secolo su progetto dell’architetto Jacopo di Baldassarre Turriani. La sua ardita armonia, riporta alla mente la scala della biblioteca del monastero che abbiamo ammirato nel film di Jean-Jacques Annaud “Nel Nome della Rosa”.

Al primo piano troviamo un’altra eccellenza di questo castello: la Biblioteca Rilliana. Di origine relativamente recente, fu realizzata dopo la morte del Conte Fabrizio Rilli Orsini nel 1828. Questo nobiluomo donò il suo patrimonio di 25.000 volumi antichi alla comunità di Poppi.

Il Piano Nobile si trova all’ultimo piano del castello. Qui si visitano le stanze residenziali dei Conti Guidi, che sono tutte affrescate. Inoltre è presente un altro capolavoro: la Cappella dei Guidi. Nella parte alta delle sue pareti, così come nella volta a crociera, fanno bella mostra gli affreschi di Taddeo Gaddi, allievo di Giotto.

Oltre a Poppi, sono parecchi i luoghi d’arte e le amenità naturali da visitare nel Casentino. Prossimamente vorrei proporvi un impegnativo itinerario ciclistico che attraversa una buona fetta degli incomparabili boschi protetti dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e la base di partenza può essere proprio Poppi o la vicina cittadina di Stia.

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