L’Università di Firenze coordinerà la prima campagna nazionale di catalogazione del patrimonio planetologico italiano. Gli oltre duemila campioni di meteoriti conservato in musei e istituti di ricerca del nostro Paese costituiscono, infatti, una categoria molto particolare dei beni naturalistici.
L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto “Space It Up!”, ex partenariato esteso coordinato dal Politecnico di Torino, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
Nella foto in alto, campione del meteorite Seymchan conservato presso il Museo di Storia Naturale “La Specola” dell’Università di Firenze (Scheda catalogo generale Beni Culturali ICCD0901145264)
La campagna ha preso inizio in questi giorni e utilizza la normativa BNPL (Beni Naturalistici – Planetologia), uno strumento catalografico dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione sviluppato da un gruppo di lavoro interministeriale e oggi adottato dal Ministero della Cultura come standard nazionale per la catalogazione di materiali extraterrestri.
L’Ateneo fiorentino supervisionerà la catalogazione dal punto di vista scientifico e gestionale e proseguirà fino al gennaio 2028.
Un catalogo fruibile online
Interesserà oltre duemila esemplari di meteoriti distribuiti in vari atenei e musei italiani, di cui una parte è conservata nelle collezioni dell’Università di Firenze, note per la loro rilevanza scientifica.
Le schede catalografiche confluiranno nel Catalogo generale dei beni culturali italiani, il database ufficiale gestito dal Ministero della Cultura, e saranno visibili e liberamente consultabili online, nonché fruibili internazionalmente grazie a una struttura dati compatibile con le banche dati delle istituzioni estere.
La campagna prevede anche la realizzazione di un corredo fotografico e digitale di livello internazionale, con immagini ottenute grazie alla tecnologia d’avanguardia in dotazione all’Ateneo: un microscopio elettronico a scansione a emissione di campo ottimizzato per lo studio di materiali extraterrestri.
«È una novità assoluta per il nostro Paese. Si tratta di un progetto che coinvolge università, enti di ricerca e ministeri, con l’obiettivo di censire in modo sistematico un patrimonio finora sfuggito ai precedenti tentativi di catalogazione» spiega Giovanni Pratesi, coordinatore scientifico della campagna e delegato Unifi per “Space it Up!”.
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