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Natura
Animali, piante e habitat
CAMBIAMENTI CLIMATICI

Il gruccione punta verso nord

Il gruccione punta verso nord
Il gruccione.

Marco Mastrorilli Marco Mastrorilli 11 Gen 2022

Il gruccione (Meriops apister) è l’uccello arlecchino del “vecchio continente” in virtù di un piumaggio straordinariamente ricco di colori e sfumature.
Aldilà della livrea strabiliante, questo uccello è famoso per la sua proverbiale ricerca e capacità di catturare Imenotteri, tanto che gli inglesi lo chiamano Bee-eater, mangiatore di api.
In realtà, la sua dieta è più ampia. Si nutre, infatti, di qualsiasi insetto volante capiti a portata del suo becco dedicandosi anche alla cattura di lepidotteri, coleotteri e odonati. Il fatto di cibarsi esclusivamente di insetti lo rende, però, strettamente legato alle condizioni del clima e a determinati ambienti.
Un recente lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of ornithology mostra una connessione diretta tra i cambiamenti climatici e la diffusione del gruccione, che non troppo lentamente sta spostando il proprio areale riproduttivo verso le zone settentrionali dell’Europa.
Per comprendere meglio questi cambiamenti è sufficiente tornare indietro nel tempo, quando nel 1988 sulla rivista scientifica Avocetta fu pubblicato un lavoro che anticipò di decenni le teorie odierne.
L’articolo di fine anni ’80 di Lucio Bordignon, dal titolo “Fenologia riproduttiva del Gruccione nel Vercellese e relazioni con la situazione climatica locale”, evidenziava per il gruccione la forte preferenza a nidificare in ambienti con climi secchi e caldi in Europa, con un limite d’espansione che si spingeva sino all’isoterma di 21 °C nel mese di luglio.
Oggi il clima sta cambiando con grande velocità e con esso gli scenari ambientali e le vocazioni delle specie.
Quando le condizioni ambientali mutano, le specie di solito devono affrontare tre opzioni: adattamento, range shift o estinzione.

Il range shift, ovvero il cambiamento della distribuzione spaziale delle specie ornitiche, è il fenomeno osservato nel gruccione che negli ultimi anni sta registrando una notevole espansione del proprio areale. Si registrano due fenomeni posti ai limiti estremi degli areali di questa specie che troveranno la loro evidenza alla fine del secolo.
Le zone più meridionali diventano sempre più calde e la specie tende a espandersi verso Nord, dove l’innalzamento delle temperature determina ambienti favorevoli e disponibilità di insetti a latitudini impensabili fino a due decenni fa.
Il gruccione europeo è una specie prevalentemente mediterranea ma negli ultimi decenni ha ampliato il suo areale a latitudini più elevate. La Germania, in particolare, ha visto un’impennata delle coppie riproduttive e la fondazione di nuove colonie.
La dimensione della popolazione tedesca di gruccioni è in linea con l’idoneità climatica del Paese e questo suggerisce un forte rapporto clima-popolazione e un alto grado di riempimento di nicchie ecologiche. Lo studio di algoritmi ha messo in relazione ambienti e clima e mette in luce una potenziale e ulteriore espansione verso la Germania settentrionale in una proiezione fino al 2050.
Tuttavia, le aree dell’Europa meridionale e del Maghreb rimangono ancora ampiamente adatte.
Il forte rapporto clima-popolazione rende il gruccione europeo una specie indicatrice del cambiamento climatico.
Ecco perché quando vedremo disegnare traiettorie arcobaleno nei nostri cieli potremo esser certi che il gruccione ci sta indicando, in alcuni luoghi europei, il segnale dei grandi cambiamenti climatici in corso.

 

 

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