Quando andate in campagna potrebbe capitarvi di osservare un piccolo uccello che ha l’abitudine di scegliere posatoi di ogni tipo: un arbusto con qualche ramo sporgente, un paletto, un recinto o un accumulo di pietre. Stiamo parlando del saltimpalo (Saxicola torquatus).
L’etimologia del nome scientifico è indicativa delle sue abitudini e del suo aspetto. Il termine Saxicola deriva da due parole latine: “saxus” = sasso e “cola” da “colere” = abitare, e ci rimanda al suo ecosistema elettivo. Torquatus, che in latino significa latino “dal collare”, è un riferimento al piumaggio, che presenta un collarino evidente.
Questo piccolo volatile colonizza gli ambienti più aperti caratterizzati da coltivi e incolti erbacei ma anche praterie e la sua distribuzione italiana lo vede maggiormente diffuso nelle regioni settentrionali.
A livello di identificazione si può confondere con lo stiaccino che frequenta sovente ambienti simili, ma a differenza di quest’ultimo non presenta il sopracciglio e ha una coda leggermente più lunga. Il saltimpalo raggiunge i 12-13 cm di lunghezza ma pesa solo 13 grammi.
In Italia la specie è nidificante comune, migratore regolare e svernante. Nidifica normalmente dal livello del mare fino a 400-500 metri di altitudine, nascondendo il proprio nido sul terreno tra gli steli erbacei.
Si tratta di un Passeriforme migratore e le sue rotte sono studiate da tempo. L’analisi approfondita degli individui ricatturati permette di comprendere bene quali siano gli spostamenti abituali.
In Italia, per esempio, abbiamo saltimpali che provengono in particolare dall’Est europeo, con individui giunti dall’Ungheria e dalla Repubblica Ceca.
Al contrario per i saltimpali inglesi, tedeschi e olandesi avviene qualcosa di diverso. Uno studio corposo, pubblicato sulla rivista Ardea, dedicato ai rilevamenti degli individui inanellati in Gran Bretagna, Olanda e Germania, ha mostrato una tendenza evidente. I saltimpali che nidificano in queste nazioni preferiscono affrontare lunghi viaggi verso le coste spagnole e nord africane.
Un’indole solitaria e indomita
Il saltimpalo ha un carattere poco socievole e non vive in gruppo, preferendo la vita solitaria o, al massimo, quella di coppia.
È un vero guardiano della campagna, perché prima di fuggire tenta, con il canto e un atteggiamento indomito, di mantenere il possesso del territorio, facendo vibrare le ali ed emettendo vocalizzazioni.
I posatoi gli servono per catturare i piccoli invertebrati: la sua tecnica di caccia è un misto tra quella dei rapaci diurni e notturni, considerando che dal posatoio si tuffa verso il basso per predare piccoli insetti ma ha anche la capacità di librarsi in volo nella posizione dello “spirito santo” come fa anche il gheppio.
La specie, che ha subito forti cali demografici, resiste in alcune roccaforti dove la campagna mostra maggior biodiversità. Il suo futuro è legato al nostro, ovvero si salverà se sapremo conservare al meglio i suoi ecosistemi, ovvero le campagne, sempre più dominate dalle colture intensive.
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