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Natura
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ETOLOGIA 

Il lupo non si tocca

Il lupo non si tocca

Marco Mastrorilli Marco Mastrorilli 27 Ott 2020

Nel corso degli ultimi anni le occasioni di contatto tra uomo e lupo si sono moltiplicate e questo è correlato al successo dell’azione di tutela nei confronti di questa specie operata dall’uomo a partire dal 1971.
All’inizio degli anni ’70, infatti, il lupo appenninico in Italia era sull’orlo dell’estinzione ed è meraviglioso pensare che, grazie a una specifica opera di protezione, la sua popolazione si sia potuta riprendere demograficamente in modo eclatante, aumentando anche il proprio areale, con il risultato che i lupi sono tornati in luoghi dai quali mancavano da decenni.
È il caso dell’Appennino emiliano e di alcuni territori planiziali del piacentino dove, alcune notti fa, è avvenuto un episodio che ci dà la possibilità di fare alcune riflessioni.

Quelle carezze inopportune al lupo ferito

Il portale informativo piacentino Il Piacenza riporta un video nel quale un lupo investito sulla tangenziale di Fiorenzuola viene soccorso da alcune persone che incautamente lo accarezzano.
Il fatto consente di ribadire ancora una volta l’importanza del giusto approccio etico e di sicurezza da tenere ogni qualvolta ci si trovi di fronte a un animale selvatico ferito.
E, a maggior ragione, se si tratta di un lupo. L’azione dei soccorritori, per quanto motivata da buoni propositi, è criticabile per diversi motivi.

Vittima del traffico veicolare

Come molti altri animali selvatici (ricci, gufi, barbagianni, volpi, caprioli, cinghiali, tassi) anche il lupo può rimanere vittima del traffico veicolare, che ogni anno causa moltissimi decessi. Proprio perché si tratta di un animale selvatico ferito dobbiamo tenere presente che può avere subito uno shock, avere ferite dolorose e traumi che possono provocare in lui inattese reazioni dettate dalla paura.

Allora, come dobbiamo comportarci?

Certamente è corretto fermarsi, se possibile, senza creare intralcio al traffico, per evitare altri incidenti.
Una volta chiesto aiuto telefonicamente a un centro di recupero, un’associazione ambientalista, ai carabinieri forestali o alle guardie provinciali, dobbiamo tutelare l’animale da possibili pericoli o minacce e lasciarlo tranquillo, ma anche cautelare noi stessi da gesti sconsiderati.

Non umanizziamo gli animali selvatici

C’è però un altro risvolto. Nel video la persona avvicina la mano e accarezzando la testa del lupo gli rivolge parole distensive, quasi fosse un paziente.
Ma il paziente in questione, ricordiamolo, è un lupo!
Sapendo che persino i feriti umani di un incidente è meglio non muoverli e toccarli sino all’arrivo del’ambulanza, a maggior ragione questa attenzione va posta nei confronti di un lupo che potrebbe reagire all’avvicinamento e al tocco con un morso.
E se il lupo avesse reagito con un morso, avrebbe convalidato l’immaginario del lupo cattivo?

Il lupo non è cattivo

Questo lato oscuro emerge solo nella favola di Perrault di Cappuccetto rosso, ma può essere mordace, specialmente se sotto shock.
Un comportamento aggressivo che potremmo rinvenire in un cinghiale, una volpe o in qualsiasi altro animale ferito e spaventato dall’accalcarsi di persone, ovvero uomini, dai quali questi animali hanno imparato a diffidare, che il codice selvatico del lupo battezza come pericolo, minaccia o nemico.

Se l’animale investito fosse stato un capriolo sarebbe stato diverso?

Sì dal punto di vista mediatico perché probabilmente non avrebbe raccolto vagoni di like e condivisioni sui social, ma dal punto di vista etico sarebbe stato lo stesso.
Ogni animale selvatico va rispettato e non toccato se non si hanno competenze etologiche e veterinarie consolidate.
Spesso le persone non hanno le conoscenze per fare la “cosa giusta” ma uno dei più importanti ruoli che deve e può avere la comunicazione e la divulgazione naturalistica è quello di educare al giusto rapporto con la natura.

Non è facile, ma ricordiamo che toccare un lupo ferito non è giusto per lui ed è pericoloso per noi!

 

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